“Resto al Sud”, finanziamenti per imprese start up per giovani under 35. Incentivi fino a 50mila euro e per società a 200 mila, con fondo perduto del 35%

Resto-al-Sud-logoResto al Sud, nuovi incentivi per under 35 del Mezzogiorno. Il nostro staff è a disposizione per una consulenza a giovani under 35 residenti al Sud che intendono avviare una microimpresa in diversi settori compreso i servizi turistici. Per informazioni è possibile contattarmi a info@agostinoingenito.it. E contattare per un appuntamento a 0813440891 . Si chiama “Resto al Sud”, la nuova misura che sarà gestita da Invitalia per incentivare i giovani all’avvio di attività imprenditoriali nelle regioni del Mezzogiorno. Il provvedimento, varato con decreto legge n.91 del 20 giugno 2017, è rivolto agli imprenditori under 35 residenti nelle regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia. Quest’ultimo, varato per favorire la crescita economica delle imprese del Mezzogiorno, dispone di una dotazione finanziaria complessiva di 1.250 milioni di euro, a valere sul Fondo Sviluppo e coesione (programmazione 2014-2020).Dopo il via libera contenuto nel decreto ministeriale di attuazione sarà possibile presentare le domande di accesso ai finanziamenti, fino ad esaurimento delle risorse stanziate, direttamente sul sito di Invitalia – soggetto gestore della misura per conto della Presidenza del Consiglio dei ministri – che valuterà il progetto proposto entro 60 giorni. L’Agenzia per l’attrazione degli investimenti provvederà alla relativa istruttoria, valutando anche la sostenibilità tecnico-economica della proposta progettuale. L’incentivo prevede un finanziamento fino ad un massimo di 50 mila euro per ciascun richiedente, con una quota a fondo perduto del 35 per cento e il restante 65 attraverso un prestito a tasso zero da restituire in 8 anni. Nel caso in cui l’istanza sia presentata dal più soggetti già costituiti o che intendano costituirsi in forma societaria, ivi incluse le società cooperative, l’importo massimo del finanziamento erogabile è pari a 50 mila euro per ciascun socio con tetto massimo ammissibile di 200 mila euro per ogni singolo progetto.

Al TTG di Rimini la presentazione del nuovo manuale sulla corretta gestione delle locazioni turistiche

locazioni turistiche ttgVi presento il mio nuovo manuale sulla corretta gestione di una locazione turistica. Il manuale sarà presentato in anteprima nazionale- Venerdì 13 ottobre ore 10-11 Sala Cedro – Hall Ovest, in occasione del focus: “Locazioni turistiche: nuove regole e nuovi scenari. Come comportarsi”. Al seminario sono stati invitati rappresentanti del MiBACT ed esperti. A questo link è possibile prenotare il manuale che sarà inviato direttamente a casa o in formato ebook http://www.locazionibrevi.info/ . Vi aspetto!

Pasqua da record in Campania, pienone a Napoli e nelle maggiori località turistiche, ecco le previsioni dell’Abbac

Agostino Ingenito  Tg RaiCAMPANIA, PASQUA DA RECORD. PIù STRANIERI CHE ITALIANI. NAPOLI REGINA DEL TURISMO CULTURALE. OVERBOOKING AMALFI COAST, SORRENTO, ISOLE.
Trainano i turisti stranieri in Campania (+2,8%), gli italiani si attestano (+1,0%). Indagine previsionale osservatorio ABBAC AIGO/Confesercenti: aumentano arrivi da Francia, Spagna, Inghilterra, Germania ed Olanda diminuiscono da Cina e paesi orientali, sorprendono gli Israeliani e gli Argentini. Località marine e città d’arte: Napoli in cima alle preferenze degli stranieri, ottimo trend con il tutto esaurito nel capoluogo partenopeo, Penisola Sorrentina, Costiera Amalfitana, Le Isole del Golfo. Bene il trend delle aree interne e Cilento, aumentano i giorni di pernottamento, overbooking fino a Martedì 18 Aprile. Prezzo medio per una camera doppia a 80€ Ottime previsione per i ponti del 25 Aprile e 1° Maggio. A rilevare questi importanti dati per la Campania è l’osservatorio turistico extralberghiero dell’ABBAC. “Sono dati che ci aspettavamo, dimostrano l’appeal della nostra Regione e sono un importante segnale per la prossima stagione estiva. Ora più servizi e mobilità per un turismo più sostenibile e di qualità – lo dichiara il presidente ABBAC AIGO Agostino Ingenito.
Segnali positivi dal turismo in Campania. Dopo un primo trimestre dell’anno che ha segnato la conferma di flussi ormai costanti sul territorio, per le prossime festività di Pasqua è attesa una crescita dei pernottamenti, trainata soprattutto dai turisti stranieri (+2,8%), mentre il flusso di italiani si attesta ad un (+1,0%). È quanto emerge dall’indagine previsionale dei flussi turistici per la Pasqua 2017 condotta da Osservatorio turistico extralberghiero ABBAC su 300 operatori della ricettività (Bed & Breakfast, Casa Vacanze, Affittacamere e Country House).
Napoli fa il pieno. La città d’arte ha l’overbooking dal 14 al 18 Aprile ma sono già tante le strutture piene in questi primi giorni della settimana. Preso d’assalto il centro storico con B&B e Case Vacanze che non hanno più posti da alcuni giorni. Aumenta il numero dei pernottamenti pari in alcuni casi fino a 4 notti per un prezzo medio che va dai 70€ ai 100€ per camera. Sorprende il dato emerso su altre zone della città: piene le strutture del Lungomare, Vomero, Fuorigrotta e dell’area Metropolitana soprattutto Portici, Ercolano e l’area Flegrea con in testa Pozzuoli e Bacoli. Sono perlopiù Francesi, Spagnoli, Tedeschi, Inglesi e Olandesi gli ospiti che soggiorneranno in città e che già affollano alcuni siti culturali e turistici della capitale del Mezzogiorno. È overbooking nei B&B, Case Vacanze e dimore della Penisola Sorrentina, in testa Sorrento con ospiti provenienti dall’area Nord Europea, soprattutto Inglesi, Spagnoli ed Italiani. Bene anche Massa Lubrense e Vico Equense. Nell’Isola Azzurra difficile trovare un soggiorno libero nel periodo Pasquale, ancora possibilità di prenotazione last minute ad Ischia e a Procida. Tornano gli Americani in Costiera Amalfitana con Amalfi regina delle prenotazioni già concluse nei giorni scorsi, bene Positano da tutto esaurito, il borgo di Atrani e le località tradizionalmente amate anche da molti Italiani come Minori. Maiori e Vietri sul Mare. Molte le prenotazioni a Salerno città, complice un prezzo più accessibile, di maggiore mobilità, utilizzata come base di partenza per le escursioni su altri territori. Il Cilento si attesta come tradizionale meta di Italiani e Tedeschi, buona la media dei pernotti e agevole il costo medio per persona che si aggira dai 25€ ai 35€. Aree interne Irpinia e Beneventano raggiunte da flussi turistici perlopiù Italiani con una media di permanenza di 2 notti e un costo medio dei 30€ a persona. Interessante infine il dato previsionale per i ponti del 25 Aprile e del 1° Maggio. Dall’Osservatorio fanno sapere che ci sono importanti margini di prenotazioni già effettuate mediante i maggiori portali internazionali e il tradizionale passaparola. “Sono dati che ci aspettavamo, dimostrano l’appeal della nostra Regione e sono un importante segnale per la prossima stagione estiva. Ora più servizi e mobilità per un turismo più sostenibile e di qualità – lo dichiara il presidente ABBAC AIGO Agostino Ingenito – Vanno risolte le problematiche relative al dilagante abusivismo ricettivo ed una maggiore offerta di servizi di accoglienza nei maggiori punti di confluenza dei flussi turistici (porto, aeroporto e stazioni) e per la mobilità pubblica con concreti aumenti di corse nei giorni festivi.

Home Restaurant, Antitrust boccia normativa alla Camera, bizzarie di uno Stato che non sa cosa fare con la Sharing Economy

agostino-ingenito“Il recente parere emesso dall’Antitrust, che boccia la norma già approvata alla Camera, in attesa dell’esame del Senato – che fissa diversi paletti per l’attività dei ristoranti domestici tra cui il tetto massimo imposto al numero di coperti (500) e di proventi (5.000 euro) che un ristoratore amatoriale può realizzare nell’anno – è alquanto irragionevole.Il pronunciamento, in tal senso, del Garante per la Concorrenza sul disegno di legge relativo alla disciplina sulla ristorazione domestica non mira a promuovere la leale concorrenza, bensì difende le condizioni che creano, di fatto, una concorrenza sleale ed indebita ai danni delle strutture professionali. Vogliamo ribadire che il rispetto o meno delle regole cui sono sottoposti gli operatori economici è uno degli elementi che più qualificano il funzionamento dell’economia e ne determinano le capacità di sviluppo. Si tratta di numerose e severe norme che regolamentano le attività della ristorazione tradizionale ma che non riguardano l’attività di un home restaurant, che non conosce limiti all’accesso, non deve formalmente rispettare norme in tema di requisiti professionali, di dotazioni strutturali, né la disciplina in materia di alimenti, non è assoggettata ai controlli degli Ispettorati del lavoro, non versa contributi previdenziali per il lavoro autonomo né per i dipendenti, diffonde musica d’ambiente senza versare diritti ad alcun Ente.
In questa direzione, ci sembra invece ragionevole l’adozione di uno strumento analogo a quello proposto con la tassa “Airbnb” sugli affitti brevi turistici, che il Governo pensa di reintrodurre con la manovrina, e che prevede l’applicazione di una cedolare secca al 21% con ritenuta operata dall’intermediario. Una modalità per competere, lealmente, sul mercato con chi organizza la propria attività secondo precisi dettami normativi, versando all’erario la propria parte di contribuzione, secondo canoni di proporzionalità, come vuole la Costituzione.
Se, invece, per l’Antitrust la sharing economy deve essere regolata ‘in maniera leggera’, nel rispetto delle raccomandazioni europee e se le restrizioni imposte, e già approvate in un ramo del Parlamento, sono del tutto ingiustificate, allora chiediamo di rivedere l’intera regolamentazione del settore, per porre fine ad una schizofrenia normativa che, da una parte impone mercati ed imprese sottoposte a un eccesso di carico regolatorio, e dall’altra garantisce la totale deregolamentazione dell’attività imprenditoriale”.

Microcredito, opportunità per b&b e case vacanze in Lazio, scade il 31 dicembre

pportunità per le attività extra-alberghiere.Scadenza: 31/12/2016. Finanziamento fino a 25.000€ all’1% di tasso d’interesse. Il fondo è accessibile anche a imprese già costituite (escluse srl e società di capitali).Possono accedere al MICROCREDITO REGIONALE gli aspiranti imprenditori e le imprese già costituite che non hanno i requisiti per l’accesso al credito ordinario rientranti nelle seguenti categorie:

1) microimprese in forma di ditta individuale, societa’ di persone e societa’ cooperative da costituire o gia’ costituite con sede operativa nella Regione Lazio;
2) soggetti titolari di partite iva anche non iscritti ad albi professionali.

Il finanziamento copre il 100% delle spese ammissibili con una durata massima di 84 mesi.

Possono essere finanziate sia le spese di investimento (macchinari, ristrutturazione, impianti, hardware e software), sia le spese di gestione (personale e locazione).

Il finanziamento è erogato su un apposito conto corrente vincolato intestato al beneficiario: l’80% dell’importo rimane vincolato sul conto ed impiegato di volta in volta per il pagamento delle spese ammesse, mentre il restante 20% può rimanere libero per esigenze di liquidità; le spese sostenute devono essere comunque rendicontate.

Le principali spese ammesse:

– canoni di locazione (massimo 6 mesi);

– marketing comunicazione ed eventi;

– webadvertising;

– collaboratori (entro il limite massimo di 6 mesi);

– corsi di formazione;

– opere murarie ed assimilate comprese quelle per l’adeguamento funzionale dell’immobile per la ristrutturazione dei locali;

– marchi e brevetti;

– acquisto di arredi, impianti, macchinari e attrezzature, nuovi di fabbrica o usati, solo se certificati dal rivenditore autorizzato;

– acquisto di software per le esigenze produttive e gestionali dell’impresa.

Per informazioni info@agostinoingenito.it

Affitti brevi e portali online, tweet Renzi non chiarisce su scelta del Governo su tutela operatori e consumatori

Twitter Renzi alimenta confusione e non chiarisce su regole e modello Sharing economy . Il Premier spieghi altrimenti lo inonderemo delle autorizzazioni e scie amministrative e derogheremo come chi applica far west nel turismo italiano

Non può bastare un cinguettio che appare confuso e pericoloso . Il Premier chiarisca su sharingeconomy e affitti turistici mediante Airbnb. Il rischio é totale deregulation, alimentando contraddizioni evidenti tra chi gestisce strutture ricettive in regola ed abusivi con serie ripercussioni su diritti consumatori, sicurezza e qualità dell’ ospitalità. É quanto dichiara Agostino Ingenito, presidente nazionale Aigo Confesercenti che per primo, lo scorso venerdì, aveva posto il problema a seguito di un emendamento proposto dal Pd in commissione Finanze e che aveva previsto l’applicazione di una cedolare secca del 21% pagata dal colosso internazionale online dei fitti brevi Airbnb. Il Governo deve chiarire- continua Agostino Ingenito – Le normative regionali impongono che per svolgere attività ricettiva extralberghiera non imprenditoriale come la conduzione di bed and breakfast e case vacanze non professionali sia obbligatorio presentare una scia amministrativa che accerti requisiti urbanistici degli immobili da destinare all’ospiitalitá turistica oltre all’obbligo del gestore di denunciare gli ospiti entro le 24 ore dell’arrivo e di pagare come sostituti di imposta le tasse di soggiorno. Inoltre il corrispettivo guadagnato é assoggettato ai fini Irpef, secondo le regole del Fisco che impongono l’integrazione nella propria dichiarazione dei redditi. Va anche aggiunto che le normative regionali e il fisco definiscono anche le soglie di ciò che può essere integrato come reddito diverso e ciò che invece determina il superamento delle soglie della saltuarietà e il conseguente obbligo a svolgere l’attività in maniera professionale, attenendosi all’apertura di una partita iva. Il cinguettio del Premier Renzi alimenta enormi perplessità rispetto ad un ordito obbligo normativo che impone invece regolarità urbanistica e autorizzazioni per l’accoglienza di ospiti nella propria abitazione di residenza o dimora o nelle cosiddette seconde case. Se Renzi non chiarisce, il rischio é la totale deregulation che i portali online alimentano consentendo a chiunque di ospitare turisti e viaggiatori senza doversi preoccupare di abitabilità, sicurezza nazionale e doveri fiscali imposti invece a chi opera secondo le normative. Un segnale allarmante che seguendo le tendenze di Sharing economy travolge il sistema attuale che con fatica avevamo costruito per garantire lo Stato e i consumatori – continua Ingenito – Se per Renzi non servono più regole e codici, consentendo a chiunque di fare ospitalità attenendosi alle sole recensioni online e pagando percentuali rilevanti a questi portali residenti in paradisi fiscali internazionali, ne prendiamo atto. Rinunceremo a qualsivoglia modalità organizzativa e di regole imposte e garantiremo anche noi la totale anarchia e far west che sta dilaniando l’attuale sistema di ospitalità turistica in Italia”.

B&B nel condominio? Se viene vietato dal regolamento, va trascritto

Il divieto di adibire gli appartamenti a bed and breakfast va trascritto. La Cassazione, con sentenza 18 ottobre 2016, n. 21024, afferma che la clausola del regolamento condominiale che limiti la destinazione delle unità immobiliari deve essere considerata costitutiva di servitù atipica ed è, quindi, opponibile ai terzi acquirenti solo se risulti nella nota di trascrizione.Due condomini di un condominio di Palermo avevano impugnato nel 2006 una deliberazione assembleare che, con la maggioranza ex art. 1136 c.c., aveva integrato il regolamento condominiale, inserendovi un articolo che vietava ai partecipanti di destinare le unità singole a case-famiglia, bed and breakfast, pensioni, alberghi o affittacamere. Il condominio convenuto si era difeso sostenendo che la deliberazione impugnata aveva soltanto riprodotto analoga disposizione contenuta nel regolamento originario del 1957.
Il Tribunale di Palermo aveva dichiarato la nullità della delibera, mentre la Corte d’Appello aveva riformato la prima sentenza, osservando come le limitazioni all’utilizzo delle unità immobiliari, benchè non fossero state inserite nelle note di trascrizione, derivassero da un regolamento condominiale di origine contrattuale richiamato negli originari atti d’acquisto delle singole proprietà esclusive. Uno degli originari attori aveva proposto ricorso per cassazione lamentando, tra l’altro, che l’omessa trascrizione del regolamento del 1957 aveva comportato l’inopponibilità delle relative clausole limitative ai successivi acquirenti.

La Corte di Cassazione, con sentenza 18 ottobre 2016, n. 21024, accoglie questa censura. La sentenza delle Suprema Corte ricorda come alcune pronunce precedenti avessero affermato che le clausole del regolamento condominiale che impongono limitazioni ai poteri e alle facoltà spettanti ai condomini sulle parti di loro esclusiva proprietà possono vincolare gli acquirenti dei singoli appartamenti anche indipendentemente dalla trascrizione, purché nell’atto di acquisto si sia fatto riferimento al regolamento di condominio, che – seppure non inserito materialmente – debba ritenersi conosciuto o accettato in base al richiamo o alla menzione di esso nel contratto (Cass
. 31 luglio 2009, n. 17886
).
Parimenti, in passato si era affermato che la clausola del regolamento di condominio, che impone il divieto di destinare i locali di proprietà esclusiva dei singoli condomini a determinate attività, abbia efficacia nei confronti degli aventi causa a titolo particolare dei condomini se trascritta nei registri immobiliari, oppure se comunque menzionata ed accettata espressamente nei rispettivi atti d’acquisto (Cass. 1° giugno 1993, n. 6100).

Altre volte, si era distinto sempre in giurisprudenza tra le clausole del regolamento che impongano pesi a carico di unità immobiliari di proprietà esclusivae a vantaggio di altre unità abitative, e le clausole che, invece, impongano prestazioni positive a carico di alcuni ed a favore di altri condomini o di soggetti diversi, nel primo caso essendo configurabile un diritto di servitù, trascrivibile nei registri immobiliari, e nel secondo, invece, un onere reale e nel terzo un’obbligazione “propter rem”, non trascrivibili (Cass. 5 settembre 1990, n. 11684). Altrimenti, a proposito del regolamento di condominio predisposto dall’originario unico proprietario dell’intero edificio, accettato dagli iniziali acquirenti dei singoli piani e regolarmente trascritto nei registri immobiliari, le clausole che restringono i poteri e le facoltà dei singoli condomini sulle loro proprietà esclusive sono state intese come costitutive su queste ultime di servitù reciproche (Cass. 15 aprile 1999, n. 3749; Cass. 13 giungo 2013, n. 14898).

La sentenza 18 ottobre 2016, n. 21024 afferma decisamente che la previsione regolamentare di limiti alla destinazione delle proprietà esclusive debba essere ricondotta alla categoria delle servitù atipiche, e non delle obligationes propter rem. Osserva la Corte che non vi può essere obbligazione reciproca quando ciascuno debba all’altro un eguale speculare a quello cui questi è tenuto verso di lui. Ricondotta alla servitù, l’opponibilità ai terzi acquirenti della clausola del regolamento che stabilisce i limiti alla destinazione delle proprietà esclusive va, quindi, regolata facendo attenzione riguardo alla trascrizione del relativo peso.
Per l’opponibilità delle servitù reciproche costituite dal regolamento di condominio, non è, quindi, sufficiente indicare nella nota di trascrizione il regolamento medesimo, ma, ai sensi degli artt. 2659, comma 1, n. 2, e 2665 c.c., occorre indicarne le specifiche clausole limitative (Cass. 31 luglio 2014, n. 17493). In assenza di trascrizione, queste disposizioni del regolamento valgono soltanto nei confronti del terzo acquirente che ne prenda atto in maniera specifica nel medesimo contratto d’acquisto.

Da ultimo, la sentenza n. 21024 del 2016 enuncia il seguente principio di diritto: “la previsione contenuta in un regolamento condominiale convenzionale di limiti alla destinazione delle proprietà esclusive, incidendo non sull’estensione ma sull’esercizio del diritto di ciascun condomino, deve essere ricondotta alla categoria delle servitù atipiche, e non delle obligationes propter rem, non configurandosi in tal caso il presupposto dell’agere necesse nel soddisfacimento d’un corrispondente interesse creditorio. Pertanto, l’opponibilità ai terzi acquirenti di tali limiti va regolata secondo le norme proprie della servitù, e dunque avendo riguardo alla trascrizione del relativo peso, indicando nella nota di trascrizione, ai sensi degli artt. 2659, primo comma, n. 2, e 2665 c.c., le specifiche clausole limitative, non essendo invece sufficiente il generico rinvio al regolamento condominiale”.

La decisione in commento riaprirà antiche dispute dottrinali.

Un regolamento di condominio è, di per sé, atto soggetto alla trascrizione nei registri immobiliari? La risposta dovrebbe essere negativa, compatibilmente con l’art. 2645 c.c., in quanto esso non è, ex se, atto dispositivo della comproprietà.

Sono, piuttosto, trascrivibili le eventuali convenzioni costitutive di servitù che siano documentalmente inserite nel testo di un regolamento di condominio.
Può allora procedere alla trascrizione di tali clausole il costruttore venditore, originario unico proprietario dell’edificio, che abbia predisposto il regolamento? No, finché egli non abbia proceduto all’alienazione della prima unità immobiliare, in quanto prima di tale momento non è possibile configurare tali servitù reciproche tra le varie porzioni dell’edificio, in quanto la servitù è ius in re aliena e, per il principio nemini res sua servit, non è concepibile il sorgere di una servitù attiva o passiva tra due fondi, fino a quando i medesimi appartengono a un unico titolare.

Con la nota di trascrizione del primo atto di acquisto di un’unità compresa nell’edificio si determina l’opponibilità del regolamento, menzionando in essa tutte le distinte unità immobiliari, pure quelle rimaste in proprietà del costruttore, ovvero ciascuno dei reciproci fondi dominante e servente. All’atto dell’alienazione delle ulteriori unità immobiliari, il regolamento andrà ogni volta richiamato o allegato e dovrà eseguirsi ulteriore trascrizione per le servitù che mano mano vengono all’esistenza fino all’esaurimento del frazionamento della proprietà originariamente comune.

Un regolamento contenente limiti della proprietà definitivamente trascritto non necessita, ovviamente, per la sua opponibilità ai successivi subacquirenti, di essere richiamato nei rispettivi atti di subentro nella titolarità delle porzioni esclusive.

Viceversa, un regolamento che contenga limiti di destinazione, seppur non trascritto, è efficace per il terzo acquirente soltanto se nel rispettivo titolo di acquisto si faccia espresso riferimento non genericamente al medesimo regolamento, quanto allo specifico vincolo di reciproca servitù esistente. In mancanza della certezza legale della conoscenza della servitù da parte del terzo acquirente, derivante dalla trascrizione dell’atto costitutivo, occorre verificare la certezza reale di tale conoscenza, che si consegue unicamente con la precisa indicazione dello ius in re aliena gravante sull’immobile oggetto del contratto (Cass. 28 aprile 2011, n. 9457).

Tale interpretazione si fonda sulla convinzione che il regolamento condominiale, che contenga limitazioni ai diritti dominicali dei singoli condomini, deve essere approvato da tutti i partecipanti al condominio con atto di natura negoziale.

La riferibilità di queste clausole negoziali, limitative dei diritti reali, a soggetti diversi dai partecipanti alle originarie convenzioni regolamentari, in caso di mancata loro trascrizione, postula, quindi, che le medesime siano poi espressamente contemplate nei singoli successivi atti d’acquisto: in questo caso, ben si spiega che il vincolo per gli aventi causa scaturisce non dall’opponibilità, ma direttamente dall’accettazione negoziale.

Centro storico di Napoli, sono pochi i 20 milioni previsti dal Patto firmato con Renzi. Serve vero piano di rigenerazione urbana con risorse e tempi certi

Centro storico di Napoli, sono pochi i 20 milioni inseriti nel Patto per la Città. Serve un vero piano di rigenerazione urbana che punti alla messa in sicurezza, la risoluzione di annosi grovigli burocratici e di competenza e che offra concrete occasione di un recupero funzionale degli immobili, lavorando alla realizzazione di un unico ring di ospitalità diffusa come succede per le maggiori città europee. Lo dichiara Agostino Ingenito, presidente regionale dell’Abbac, l’associazione che riunisce i proprietari e gestori di immobili ad uso turistico e che aderisce alla rete nazionale Aigo Confesercenti. “Difficile immaginare una vera e definitiva rigenerazione urbana, con la conseguente messa in sicurezza e riuso degli immobili ad uso turistico dell’enorme centro storico che noi auspichiamo si trasformi in un vero e proprio centro di ospitalità diffusa. La consistenza degli immobili fatiscenti e da recuperare è tale che appaiono decisamente limitate le risorse economiche previste per l’incentivazione agli interventi di edilizia economico privata previsti nel Patto firmato con il Premier Renzi – continua Ingenito – Ipotizzo che si intenderà realizzare forse un nuovo progetto Sirena che aiuti i condomini almeno nel recupero delle facciate, ma serve molto di più per garantire prima di tutto la messa in sicurezza di immobili fatiscenti e il loro concreto riutilizzo. “Intanto auspichiamo che la Giunta abbia il coraggio di risolvere le annose questioni urbanistiche che non consentono di utilizzare al momento questi immobili ad uso turistico per frazionamenti non autorizzati e difformità realizzate nel corso del tempo. In questo caso è potere dell’Amministrazione Comunale di procedere ad una sanatoria che consentirebbe anche di recuperare oneri di urbanizzazione. Una sanatoria che si potrebbe collegare proprio alla destinazione turistica, consentendo di aggregare imprenditori che credono al rilancio turistico culturale della città e che sarebbero pronti a proporre iniziative condivise che non possono però prescindere da risorse congrue e tempi certi. Come pure va risolta l’annosa questione degli immobili vincolati dalla Sovrintendenza. Grovigli burocratici e non chiare competenze che hanno spesso condannato all’abbandono anche importanti palazzi del centro storico. Auspichiamo che il Sindaco convochi un tavolo con tutti gli attori in campo per definire competenze e ruoli ed avviare un dialogo costruttivo per un’autentica rigenerazione del centro storico”.

Airbnb e altre piattaforme online, servono azioni forti contro i monopoli. Buona la proposta del Governatore di New York

In qualità di presidente nazionale dell’Aigo, l’associazione che riunisce gli operatori ricettivi extralberghieri italiani, me ne sono occupato più volte, denunciando azioni scorrette compiute da questi grossi monopolisti della ricettività turistica. La scelta del Governatore di New York Andrew Cuomo di promulgare una legge che obblighi all’affitto breve di almeno trenta giorni per una casa vacanza, fa tremare i polsi e non solo ai proprietari e dirigenti del colosso californiano Airbnb. È il Governatore infatti l’artefice di una legge che, una volta in vigore, farebbe malissimo ad Airbnb. Per ora, però, il pericolo sembra scampato. La nuova normativa non sarà effettiva finché la controversia legale fra lo Stato e l’azienda con sede a San Francisco (che ha immediatamente fatto appello) non sarà chiusa.La nuova legge, infatti, prevede il divieto di proporre in affitto case per meno di 30 giorni, pena una multa da 7.500 dollari per chiunque provi a mettere l’annuncio sulla piattaforma online. Un dettaglio che sarebbe letale per il business dell’azienda californiana fondata nel 2008 da Joe Gebbia e Brian Chesky. Airbnb, infatti, è fortissima negli affitti brevi e si propone come alternativa agli hotel. Vietare le locazioni inferiori a 30 giorni vorrebbe dire, in sostanza, vietare Airbnb. Ma c’è di più. Innanzitutto, New York è una città importantissima per le casse dell’azienda. Solo nella Grande Mela, infatti, Airbnb può contare su 46mila alloggi affittati per brevi periodi. E poi c’è il rischio dell’effetto domino, con altri Stati pronti a prendere spunto da quello newyorkese. Nel giro di pochi giorni, insomma, rischia di consumarsi la fine di uno degli esempi migliori di Internet company. Il rinvio della decisione sulla nuova legge è una boccata d’ossigeno importante per Airbnb, che proverà a fare quadrato per trovare una soluzione accettabile. Per adesso, la proposte di impedire ad un utente di affittare più di una casa non ha convinto i leader newyorkesi, sui quali la pressione degli albergatori rimane forte. Si tratta di una legge che potrebbe fare scuola e consentire di ridimensionare il potere di questi portali che stanno difatti gestendo la ricettività nei Paesi in cui operano. Anche noi come associazione nazionale di operatori ricettivi extralberghieri regolari ed autorizzati, chiediamo a gran voce azioni di contrasto forte verso tali monopoli che stanno difatti inquinando il mercato ormai senza regole e con forti squilibri. Vi terrò aggiornati.

La Generazione perduta & Gerontocrazia, andare oltre la realtà percepita..

AGO & FILO – Il mio editoriale di questa settimana
Quelli che alla fermata attendono il bus del futuro e che intanto perdono il presente. Ero sulla fermata l’altro giorno, mi sono visto attorno mentre attendevo e non poco quel bus e riflettevo su come ormai scenari ed aspirazioni sembrano irrimediabilmente persi. C’è chi lo chiama gap generazionale, chi con molta più crudezza l’ha definita la generazione perduta, chi ormai non rimette alcune speranze sui “bamboccioni” o chi forte della gerontocrazia ( vecchi al comando) non se ne frega minimamente delle condizioni disperate di disoccupazione e la precarietà di chi gli sta “pagando” la pensione. Le “giovani” generazioni compreso la mia è ormai senza speranza. Tutta la classe dirigente italiana è organizzata in un sistema di compatte oligarchie di anziani che per conservare e accrescere i propri privilegi sono decisi a sbarrare l’ingresso a chiunque. A cominciare dal capitalismo industriale-finanziario il quale, almeno in teoria, dovrebbe essere il settore più dinamico e innovativo della società, ma dove invece i Consigli d’amministrazione assomigliano quasi sempre a un club esclusivo di maschi anziani. Anche il sistema politico e i partiti non scherzano. I leader più importanti non solo stanno in politica da almeno tre o quattro decenni, ma in media è da almeno 20-25 anni che occupano posizioni di vertice. La muraglia invalicabile dietro la quale prospera la gerontocrazia italiana che non vuole competizione e merito. In Italia il sapere e il saper fare contano pochissimo. Moltissimo invece contano le amicizie, il tessuto di relazioni, l’onnipresente famiglia, e soprattutto l’assicurazione implicita di non dar fastidio, di aspettare il proprio turno, di rispettare gli equilibri consolidati: vale a dire ciò che fanno o decidono i vecchi. E’ questa la fotografia anche del nostro territorio che peggio degli altri nei momenti d’oro non è riuscito neppure a decidere per avviare uno sviluppo sostenibile dopo le prime avvisaglie della crisi industriali . Certi di sopravvivere a se stessi questi amministratori non solo hanno speso male e arraffato i fondi ma restano al comando seppure in altre forme e senza vergogna, pretendendo anche un riconoscimento di una società priva da tempo di punti di riferimento. I traffici delle merci evocati dagli antichi scritti sono stato sostituiti ai traffici di ben altra natura che influenzano non poco la nostra vita. Nelle conversazioni di quelle generazioni, figli di chi si era fatto un mutuo per acquistare la casa, vedo solo rassegnazione o la considerazione che forse un futuro è possibile solo oltre. Difficile immaginare di fermare il declino ma utile non perdere le speranze per un territorio che avrebbe bisogno di guardare a quel che resta dei fondamentali e di rimettersi realmente in discussione, evitando di alimentare guerre fratricide ed avviando percorsi se non altro di condivisione e di uno sguardo oltre la realtà percepita spesso coltre imperscrutabile che non riesce a far guardare oltre la siepe delle indifferenze.