Finanziamenti per ristoranti, strutture ricettive e turistiche ed altre attività del Sud, il bando apre il 16 settembre. Ecco chi può fare l’istanza e le Regioni e Comuni coinvolti

http://www.agostinoingenito.it/wp-content/uploads/2013/08/cover-agostino-ingenito.jpg Incentivi economici per il sostegno alle micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e manifatturiero tipico locale. Fondo perduto invece per le associazioni onlus che si occupano di cultura e turismo. La nostra associazione di categoria Abbac Aigo Confesercenti https://www.facebook.com/ABBAC.ufficiale/?fref=ts ha attivato uno sportello con esperti competenti per ottenere consulenze e redigere i progetti necessari per candidarsi ad ottenere il finanziamento. Vi sono sportelli collegati anche nelle altre regioni. Se vi sono questi requisiti basiliari indicati di seguito è possibile ottenere informazioni inviando un’email a info@abbac.it oppure telefonare per un appuntamento allo 0815635192 . Il bando è rivolto a società costituite da non meno di 36 mesi anche in forma di cooperativa. Le attività ammesse al finanziamento sono la fruizione culturale e turistica oltre alla valorizzazione delle produzioni tipiche dei territori di riferimento degli attrattori individuati dal Ministero e che si trovano nelle Regioni Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Puglia. Non solo promozione ma anche valorizzazione delle produzioni tipiche locali dunque e con programmi di investimento non superiori ai 500mila euro. Si può finanziare l’acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature, programmi informatici e brevetti, licenze, marchi e certificazioni. Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda ed entro 12 mesi dalla data di stipula del finanziamento. Sono inoltre finanziate spese di gestione come la formazione di personale qualificato, servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione oltre a consulenze specifiche. Le agevolazioni previste sono le seguenti: finanziamento agevolato a tasso zero, e senza garanzie, fino al 60% della spesa ammessa con restituzione in otto anni, elevabile al 65% in caso di imprese a maggioranza femminile, giovanile, o con rating di legalità. Le imprese beneficiarie dovranno apportare risorse proprie pari alla parte della spesa ammissibile non coperta dal finanziamento. Vi indico di seguito gli attrattori culturali coinvolti per ogni Regione e i Comuni di riferimento. Andiamo con ordine. In Basilicata i Comuni coinvolti sono Matera, Policoro, Rotondella, Scanzano Jonico, Tursi,Bernalda, Montescaglioso, Pisticci (comuni contigui appartenenti ad altre regioni: Ginosa (TA)Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Lavello, Comuni contigui appartenenti ad altre regioni: Aquilonia (AV), Ascoli Satriano (FG), Candela (FG), Lacedonia (AV), Monteverde (AV), Rocchetta Sant’Antonio (FG)Grumento Nova, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Sarconi, Spinoso, Tramutola, Viggiano,Venosa, Barile, Ginestra, Lavello, Maschito, Montemilone, Palazzo San Gervasio, Rapolla, (comuni contigui appartenenti ad altre regioni: Spinazzola (BT)Avigliano, Atella, Bella, Filiano, Forenza, Pietragalla, Potenza, Ruoti. In Campania Napoli, Pozzuoli, Bacoli, Giugliano in Campania, Napoli, Quarto, Caserta, San Tammaro, Capua, Casal di Principe, Casaluce, Frignano, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Villa di
Briano, Ascea, Casal Velino, Castelnuovo Cilento, Ceraso, Pisciotta, San Mauro La Bruna, Padula, Buonabitacolo, Montesano sulla Marcellana, Sala Consilina, Sassano, (comuni contigui appartenenti ad altre regioni: Marsico Nuovo (PZ), Paterno (PZ), Tramutola (PZ) Capaccio, Cicerale, Giungano, Roccadaspide, Trentinara;Eboli; Albanella; Agropoli. E poi Pompei, Boscotrecase, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Portici, San Giorgio a Cremano, SanSebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Torre del Greco, Trecase, Ercolano, Boscoreale, Castellammare di Stabia, Sant’Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Scafati (SA),Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Gragnano, Pimonte, Pompei, Santa Maria la Carità, Torre Annunziata, Vico Equense, Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli. Per la Calabria. Borgia, Caraffa di Catanzaro, Catanzaro, Girifalco, San Floro, Squillace, Cassano allo Ionio, Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Civita, Corigliano Calabro, Francavilla Marittima, Frascineto, Spezzano Albanese, Villapiana, Antonimina, Gerace, Portigliola, Siderno,Monasterace, Guardavalle, Stilo, Reggio Calabria, Crotone, Bivongi, Brognaturo (VV), Camini, Guardavalle (CZ),Monasterace, Mongiana (VV), Nardodipace (VV), Pazzano,Serra San Bruno (VV), Spadola (VV), Stignano, Cosenza, Gerace, Agnana Calabra, Antonimina, Canolo, Cittanova,Locri, Siderno. Per la Puglia Bari, Trani, Andria, Barletta, Bisceglie, Corato (BA), Fasano, Monopoli (BA), Alberobello (BA), Locorotondo
(BA), Cisternino, Ostuni, Manfredonia, Carapelle, Cerignola, Foggia, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis,Locorotondo, Lecce, Taranto, Manduria, Avetrana, Maruggio, Erchie (BR), Francavilla Fontana (BR), Oria (BR), Porto Cesareo (LE), Sava.Andria, Barletta, Canosa di Puglia, Corato (BA), Minervino Murge, Ruvo di Puglia (BA), Spinazzola, Trani, Manfredonia, Carapelle, Cerignola, Foggia, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis,Zapponeta, Copertino, Arnesano, Carmiano, Galatina, Lequile, Leverano, Monteroni di Lecce, Nardò, San Pietro in Lama, Brindisi, Leporano, Pulsano, Taranto. Per la Sicilia Cattolica Eraclea, Montallegro, Cianciana, Ribera, Sant’Angelo Muxaro,Agrigento, Catania, Caltagirone, San Michele di Ganzaria, Grammichele, Niscemi, Mirabella in
Baccari, Mazzarone, Mineo, Licodia Eubea, Acate, Aidone, Piazza Armerina, Raddusa, Enna, Ramacca, Giardini Naxos, Calatabiano, Taormina, Castelmola, Letojanni, Gaggi, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Francavilla, Motta Camastra, Malvagna, Fondachelli Fantina, Antillo, Tripi,
Novara di Sicilia,Lipari, Santa Marina Salina, Leni, Malfa,Palermo, Ragusa, Modica, Pozzallo, Giarratana, Noto, Buscemi, Ispica, Pachino, Rosolini, Augusta, Melilli, Carlentini, Siracusa, Palazzolo Acreide, Floridia, Calatafimi-Segesta, Vita, Castellammare del Golfo, Buseto Palizzolo, Favignana, Erice, Trapani, Paceco, Gela, Butera, Niscemi, Mazzarino, Ragusa.La nostra associazione di categoria Abbac https://www.facebook.com/ABBAC.ufficiale/?fref=ts ha attivato uno sportello con esperti competenti per ottenere consulenze e redigere i progetti necessari per candidarsi ad ottenere il finanziamento. Vi sono sportelli collegati anche nelle altre regioni. Se vi sono questi requisiti basiliari indicati di seguito è possibile ottenere informazioni inviando un’email a info@abbac.it oppure telefonare per un appuntamento allo 0815635192 . Il bando è rivolto a società costituite da non meno di 36 mesi anche in forma di cooperativa. Le attività ammesse al finanziamento sono la fruizione culturale e turistica oltre alla valorizzazione delle produzioni tipiche dei territori di riferimento degli attrattori individuati dal Ministero

Abbonamenti gratuiti per studenti in Campania, ecco come fare

Abbonamenti studenti gratuiti. La Regione Campania ha stanziato 15,6 milioni per l’erogazione di abbonamenti gratuiti per il percorso casa/scuola, per gli Studenti Campani. Per il rilascio dell’abbonamento, gli utenti dovranno registrarsi sul sito del Consorzio Unico Campania: www.unicocampania.it nella sezione dedicata, dove sarà possibile compilare e stampare il modulo di richiesta.Per i minorenni, la registrazione dovrà essere effettuata da un genitore o da un tutore. In allegato l’elenco dei requisiti e documenti necessari. Link www.unicocampania.it

Case vacanze abusive a Venezia e nelle città d’arte, Ingenito (Aigo Confesercenti) chiede immediata convocazione di un tavolo con Ministro e portali di prenotazioni online

Venezia / L’Aigo Confesercenti esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalla Guardia di Finanza e dei Vigili Urbani di Venezia che in un blitz, hanno scoperto un’intera palazzina di pregio, con tanto di maggiordomo e sauna, affittata illegalmente al costo di 25 mila euro alla settimana. Secondo quanto riporta la nota la palazzina, ubicata nel centro storico della città, era pubblicizzata su diversi siti internet: prezzo variabile tra 13.000 e 25.000 euro a settimana e dedicata soprattutto a una clientela straniera, interessata a servizi aggiuntivi di lusso quali vasca idromassaggio, bagno turco, terrazza panoramica e attracco privato per l’ingresso diretto dal canale. Ma anche un maggiordomo che, senza saperlo, ha aperto la porta a finanzieri e vigili che hanno trovato nelle sale il personale di servizio in livrea, tutti assunti irregolarmente. Peccato che l’attività di locazione fosse completamente sconosciuta al fisco.”Il controllo intrapreso è frutto anche di una costante sollecitazione dei nostri operatori ricettivi autorizzati che da tempo denunciano la grave distorsione del sistema ricettivo che si sviluppa a Venezia e su tutto il territorio nazionale, soprattutto nelle maggiori località turistiche e città d’arte. E’ quanto dichiara il Presidente nazionale Aigo Confesercenti Agostino Ingenito – Individui senza scrupoli indotti da un sistema che alimenta tali azioni, come per la semplice possibilità di essere in rete sui portali di prenotazione online che non chiedono certificazioni ed autorizzazioni”. Secondo il Presidente nazionale Ingenito è ormai inderogabile la convocazione di un tavolo di confronto con i rappresentanti dei portali internet, il Ministero del Turismo e gli organi di controllo. “Ne va pure della sicurezza nazionale, in quelle strutture affittate a nero e senza registrazione degli alloggiati alle forze di polizia vi potrebbero essere persone di ogni genere, inoltre tale scorretta forma ricettiva danneggia gli operatori onesti e determina una stortura del sistema di ospitalità già oberato da diverse anomalie, come la molteplicità e varietà di leggi regionali del settore, mancati controlli qualitativi, una concorrenza sleale e oneri notevoli compreso la tassazione sul reddito integrativo se attività non professionale e di alti costi di gestione per microimprese familiari, spesso unico riferimento di ospitalità in molti territori italiani”. Queste alcune riflessioni di Ingenito che esorta il Ministro Franceschini a convocare un tavolo di confronto anche in vista della possibile riavocazione della delega concorrente al turismo con le Regioni e all’approvazione del testo unico del turismo. “Continueremo a vigilare e a segnalare come già fatto per Roma e le altre città d’arte- conclude Agostino Ingenito – Il sistema extralberghiero è ormai il primo settore di ospitalità in Italia, e crea economie territoriali diffuse in grado di generare nuovi sviluppi anche per aree interne e non tradizionalmente turistiche, riutilizzando immobili esistenti e garantendo lavoro a molti giovani. Un settore che va valorizzato e sostenuto in linea con le tendenze di viaggiatori italiani e stranieri che richiedono tali forme ricettive ma anche qualità e identità territoriale. E’ fondamentale – conclude Ingenito – che gli operatori internazionali di prenotazione online condividano un percorso condiviso a tutela dei consumatori e del turismo italiano e si faccia chiarezza anche sulle norme urbanistiche che creano diversi paradossi, spesso impedendo l’avvio di queste attività in centri storici abbandonati non consentendo di valorizzare e promuovere i territori”.

Canone Rai per i B&B e le altre attività ricettive, vi spiego come fare

Sta arrivando la “salata” bolletta elettrica che reca nel computo anche il canone Rai. Per gli operatori ricettivi extralberghieri, gestori di bed & breakfast, case vacanze e le altre formule ricettive integrative del reddito e dunque non di impresa, la situazione è ancora più particolare. Pagare l’importo addebitato in bolletta e chiedere il rimborso, oppure non versare la quota di bolletta relativa al canone RAI: cosa fare quando arriva in bolletta un Canone RAI non dovuto? E per il canone speciale? Quello richiesto dalla Rai agli operatori del settore? Intanto comunico che la nostra Aigo, l’associazione nazionale del settore ha elaborato una nota di interpretazione che può essere richiesta ad aigo@confesercenti.it oppure alle nostre sedi regionali Confesercenti. Per la Campania e Molise si può richiederlo a info@abbac.it Ma andiamo con ordine e chiariamo prima alcuni aspetti. Il contribuente che si ritrova in bolletta l’addebito di un Canone RAI non dovuto ha due diverse possibilità da percorrere: pagare, e chiedere poi il rimborso all’Agenzia delle Entrate, oppure pagare solo la parte della bolletta relativa all’elettricità, e non i 70 euro di abbonamento alla tv di stato. Il problema è che nel primo caso dovrà di fatto versare un’imposta non dovuta, e aspettare poi un rimborso, mentre nel secondo apre una pratica burocratica non semplicissima, e si espone anche al rischio di pagare alla fine una multa. Vediamo esattamente cosa prevedono norme e documenti di prassi, e quali sono le criticità. Sulle modalità di rimborso è appena intervenuta l’Agenzia delle Entrate con specifico provvedimento. Il contribuente compila il modulo di richiesta rimborso, lo invia telematicamente (possibilità che sarà operativa dal prossimo 15 settembre), oppure in forma cartacea via raccomandata, l’Agenzia delle Entrate effettua le opportune verifiche e poi dispone il rimborso. Che avviene direttamente in bolletta, con la prima fattura utile, oppure con altre modalità (si parla di bonifico bancario o assegno). Quale che sia il metodo, il rimborso deve avvenire entro 45 giorni dalla richiesta. Rimborsi e .- Modello e istruzioni – http://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/approfondimenti/128811/canone-rai-in-bolletta-lecito-non-pagare.html
Se invece il contribuente decide di non pagare il canone, può farlo, versando solo la parte della bolletta che si riferisce all’energia elettrica. Qui però mancano una serie di chiarimenti, ad esempio sull’eventuale applicazione di sanzioni. La norma prevede che il mancato pagamento del Canone RAI comporti una sanzione, pari a un ventesimo, un decimo o un quinto della somma, a seconda del ritardo. Quindi, nel caso in cui il contribuente non paghi il canone e l’Agenzia delle Entrate verifichi poi che il versamento era invece dovuta, potrebbe dover pagare le sanzioni, anche se su questo punto sarebbero opportune

In pratica scegliendo la prima strada il contribuente anticipa di fatto dei soldi all’Agenzia delle Entrate, che glieli resituisce entro 45 giorni. Nel secondo caso, rischia di incorrere in sanzioni. Va anche detto che questa strada in alcuni casi presenta anche la complicazione burocratica: alcune compagnie elettriche chiedono di aprire una pratica di reclamo.

Ricordiamo molto brevemente che i motivi per cui è possibile essere esonerati dal pagamento del canone RAI sono sostanzialmente due: non avere il televisore, oppure avere l’abbonamento addebitato su un’altra bolletta. La richiesta di esonero per mancato possesso della tv deve essere stata presentata entro lo scorso 15 maggio, oppure entro il 30 giugno per l’esonero parziale. Se non è stata presentata la domanda, bisogna comunque pagare il canone. Per il contribuente che avesse dei dubbi,è disponibile fra gli altri canali di comunicazione con l’Agenzia delle Entrate anche la pagina Facebook, che consente di porre quesiti e avere risposte in tempo reale.
Qui trovi le faq dell’Agenzia delle entrate su facebook http://www.pmi.it/impresa/contabilita-e-fisco/news/128585/canone-rai-faq-fisco-facebook.html

Truffe B&B e case vacanze, aumentano i Totó della rete, serve controllo portali internazionali

Bastano pochi clic, qualche foto, una descrizione rubata da internet ed in pochi secondi ci si può trasformare in un gestore di bed and breakfast, casa vacanze, albergo o di qualsiasi cosa garantisca un alloggio turistico in località di mare o in una città d’arte, inventando prezzi e tariffe ed incassando caparre e anticipi per poi scomparire.

“La stagione estiva – sottolinea Agostino Ingenito, presidente di AIGO-Confesercenti – ripropone, sempre più spesso negli ultimi anni, le truffe delle case vacanza messe a segno da lestofanti che, attraverso la rete, sono capaci di organizzare un lavoro totalmente al nero, senza alcuna autorizzazione e incassando soldi con un sistema semplice ed immediato, quanto illegale.

E non si tratta solo di case fantasma, come è accaduto nell’ultima truffa resa nota ieri, ma anche di strutture esistenti che accolgono visitatori e turisti pretendendo cospicue tariffe, tutto senza alcun controllo.

La maggior parte dei portali internazionali di prenotazioni online non chiedono alcuna documentazione o attestazione fiscale. Tutto – precisa Ingenito – è lasciato alla scelta del consumatore, in nome di una libertà imposta dall’Unione Europea che però sembra cozzare con la più volte richiamata sicurezza internazionale. Chiunque può semplicemente mettere in rete la sua o altre case, magari affittare al nero un appartamento, arredare locali e spazi e inventarsi gestore di b and b”.

Il divertente e geniale Totò che vendeva la Fontana di Trevi ad un turista oggi ha emuli meno divertenti e più pericolosi in ogni piega della rete, pronti a punire l’ingenuità di chi cerca soluzioni economiche per andare in vacanza.

“Per questo – afferma il presidente di AIGO – lanciamo un monito ai sistemi online di prenotazione che non controllano la veridicità delle informazioni ed insieme chiediamo un tavolo in Conferenza Stato-Regioni, invitando le On Line Travel Agency (OTA) a rivedere le modalità di promozione di strutture ricettive extralberghiere a tutela dei gestori onesti e dei consumatori.

E’ ormai inderogabile un confronto chiaro – conclude Ingenito – per tutelare chi opera legalmente sia nella forma imprenditoriale che come integrazione del reddito, rispettando le normative regionali e le regole fiscali”.
– See more at: http://www.aigoconfesercenti.it/truffe-case-vacanze-si-moltiplicano-i-toto-della-rete.html#sthash.smXeIyF7.dpuf

Campania/Mare inquinato, Ingenito (Assoturismo) la Regione faccia chiarezza dopo il rapporto Goletta Verde. In gioco immagine e danni rilevanti ad operatori e località turistiche

Agostino Ingenito

Mare inquinato litorali Penisola Sorrentina e Costiera Amalfitana, è in gioco l’immagine di importanti località turistiche della Campania, invito la Regione a fare chiarezza, disvelando i dati Arpac e rassicurando operatori e turisti, dopo inquietante rapporto diffuso da Goletta Verde di Legambiente che ha prodotto la black list delle località il cui mare è ritenuto inquinato e non balneabile- E’ quanto chiede Agostino Ingenito di Assoturismo Campania e presidente Abbac, in relazione al servizio mandato in onda dal tg3 lo scorso 10 luglio sul rapporto di Goletta Verde circa l’inquinamento dei mari.
“La Regione chiarisca e fornisce i dati relativi ai prelievi eseguiti dall’Arpac e della concreta balneabilità del nostro mare – dichiara Agostino Ingenito – Il rapporto di Goletta Verde da elementi inquietanti sui livelli di enterococchi intestinali ed escherichia coli che non sarebbero sotto i livelli di sicurezza per la salute. “E’ chiaro a tutti la difficile situazione dei depuratori delle aree costiere dopo il recente sequestro di quello della Costiera Amalfitana come degli altri del litorale campano a seguito di inchieste delle Procure di Napoli e Salerno, ma appare inquietante il silenzio degli enti preposti. Molti nostri operatori della Costiera Amalfitana come nel caso di Atrani, ci hanno chiesto sostegno per questa vicenda che rischia di alimentare pesanti ombre su una stagione turistica che si preannuncia positiva anche per la particolare congiuntura internazionale che sta portando un incremento rilevante di turisti nei nostri territori – cosi continua Ingenito – Ecco perchè auspichiamo chiarezza su balneabilità, riqualificazione dei collettori fognari e dei sistemi depurativi. Sono in gioco le economie di molti territori e di operatori già costretti ad una ridotta stagionalità e una pesante tassazione con una concorrenza notevole rispetto al mercato internazionale- cosi conclude Agostino Ingenito.

Campania/Turismo, il tour di Ingenito (Aigo) sui territori, sotto osservazione trasporti e servizi ai turisti

agostino ingenitoIl Presidente dell’Abbac Aigo Confesercenti e componente nazionale
Assoturismo Agostino Ingenito ha compilato una relazione a seguito di
un’analisi territoriale turistica svolta in questi giorni in
Campania mediante un tour svolto con alcuni operatori sul territorio
regionale. Ecco le indicazioni che sono emerse in merito a trasporti,
infrastrutture viarie e servizi di accoglienza. Per i trasporti
pubblici in Campania, si prospetta ennesima estate nera per i turisti
che intendono utilizzare i mezzi pubblici per conoscere e raggiungere
le diverse mete e località turistiche del territorio. I lavori
programmati alla rete ferroviaria in più tratte sul territorio
soprattutto a sud di Napoli rischiano di rendere assai complicata la
vita ai turisti e viaggiatori abituati ad utilizzare i mezzi pubblici
per spostarsi. Se resta affascinante la rete della metropolitana
napoletana non mancano i problemi per i tempi di attese delle corse
che sono discontinue in alcuni punti. L’altra sera ho dovuto
soccorrere una coppia di francesi che consigliati da una guida
cartacea di lasciare l’auto al parcheggio Brin si erano avventurati
nell’attendere un bus tra i lavori di Via Marina e i percorsi deviati
e l’inconsistente rete informativa . Difficile poi la situazione a
Piazzale Tecchio per i turisti che credono di poter utilizzare mezzi
su gomma più veloci per raggiungere i Campi flegrei, evitando i
ritardi e la non chiara informazione per l’utilizzo della Cumana e
Circumflegrea. Resta poi sempre problematico l’utilizzo della
Circumvesuviana malgrado gli sforzi compiuti per garantire un minimo
di sicurezza su alcune tratte. Appare complicato ottenere ulteriori
corse ed estese anche in orari serali e notturni per la tratta
Sorrento Napoli, ne va meglio la situazione stradale della statale
Sorrentina che dimostra sempre più di non riuscire a garantire
deflussi degli autoveicoli costretti ad ingorghi e lunghe code.
Scandalosa la condizione della strada amalfitana e del valico di
Chiunzi con strade dissestate ed ingorghi. Decisamente complicato
l’uso dei mezzi pubblici per le interruzioni di più linee ferroviarie
da Napoli per Salerno con il blocco a Torre Annunziata e prosecuzione
a mezzo bus non riconoscibili e con orari non sempre rispettati e
correttamente comunicati . Come pure discontinuo il collegamento delle
aree interne seppur vi siano stati primi segnali di incremento corse
di alcune aziende pubbliche che vivono situazioni gestionali di
emergenza. Sarà un’altra estate nera per l’area cilentana per la
difficoltà di raggiungimento della statale verso le località marine.
Difficile immaginare che il servizio ripristinato del Metro del Mare
proprio per il golfo salernitano possa assolvere alla pressante
domanda di trasporto alternativo. Ancora non chiare le politiche per
la libera navigazione del Golfo di Napoli, dopo la pesante sanzione
dell’Antitrust dello scorso anno resta inalterata la situazione della
gestione dei trasporti marittimi da e per le isole con rincari e costi
spesso proibitivi e con gestioni di orari spesso non correttamente
comunicati. Bene la ripresa d’esercizio delle funicolari di Faito e
Montevergine ma decisamente complicato capire che servizi sono offerti
ai viaggiatori che raggiungono le mete, spesso spaesati e senza
alternative e proposte turistiche e infrastrutture di accoglienza in
loco. Ancora del tutto nebulosa la gestione dello smantellamento delle
aziende di soggiorno e turismo e dei disciolti, sulla carta, enti
provinciali del turismo con personale disorientato e non riorganizzato
mentre per i ritardi della politica ci si aspetta l’ennesima proroga
dei commissariamenti in attesa dell’applicazione di una legge che
seppur approvata dal precedente Consiglio regionale lo scorso anno
pare non incontrare i favori dell’attuale gestione politica. Ne si sa
se saranno garantiti i corner informativi mobili che ovviavano a
carenze informative turistiche in zone portuali e località maggiori.
Eventi culturali decisi al fotofinish e senza una chiara comunicazione
univoca ed istituzionale con i diversi sistemi di gestione e di
titolarità di siti e beni culturali e variegate esigenze delle
Soprintendenze ed enti locali non consentirà neanche per quest’estate
di fruire di un cartellone unico e diffuso. L’auspicio – conclude
Agostino Ingenito – È che si tratti di un anno di transizione per
sopperire alle emergenze e con la nuova programmazione comunitaria e
un dinamismo maggiore della Regione si possa far fronte alla
situazione individuando in collaborazione con noi operatori concrete
occasioni di sviluppo e servizi garantiti. Sono certo – conclude
Ingenito – che il Governatore De Luca e l’Assessore al Turismo Matera
sapranno individuare soluzioni a problematiche ataviche per garantire
una governance di servizi ed infrastrutture. Tutti siamo a conoscenza
delle difficoltà ereditate ma è opportuno che si facciano ulteriori e
più incisivi sforzi non solo per ripristinare la normalità ma per
garantire innovazione e servizi per il turismo, autentico motore
economico del nostro territorio.

Funder35, contributi per imprese ed aggregazioni culturali, un bando per finanziare attività e progetti culturali

imageMi sto occupando con un team di esperti del bando Funder 35 che prevede fondi con con contributo fino al 75% per le imprese ed aggregazioni culturali.il bando scade il 1 luglio. Il nostro team é a disposizioni per informazioni e sostegno progetto é possibile inviare un’email a agostinoingenito@gmail.com . L’iniziativa Funder35 è rivolta alle imprese culturali non profit composte in prevalenza da giovani di età inferiore ai 35 anni, caratterizzate spesso da una forte fragilità strutturale e operativa e dalla dipendenza, decisiva, delle sovvenzioni saltuarie di finanziatori pubblici e privati. Imprese culturali a volte legate al ciclo di vita di progetti occasionali, che non innescano processi in grado di garantire un’attività consolidata e costante. Un contesto sfavorevole aggravato anche dalle difficoltà legate ai bilanci pubblici e che impone l’adozione di nuove strategie per migliorare le capacità di affrontare il mercato.L’obiettivo di Funder35 è superare queste criticità, sostenendo e accompagnando le imprese culturali già attive, rafforzandole sul piano organizzativo e gestionale, premiando la loro innovatività.Il bando non è finalizzato alla creazione di start-up ma vuole rendere più solide e stabili le imprese culturali già avviate, fornendo loro opportunità di crescita e di sviluppo per favorire un migliore posizionamento sul mercato e una maggiore efficienza e sostenibilità.
Il bando scade il 1° luglio 2016 e prevede l’invio on-line delle proposte di progetto.L’iniziativa, promossa da 18 fondazioni private, individua attraverso un bando annuale i migliori progetti presentati da organizzazioni culturali senza scopo di lucro, offrendo loro un’opportunità di crescita e di sviluppo attraverso un contributo economico a fondo perduto e un’attività di accompagnamento, che prevede un supporto formativo, una serie di facilitazioni e, soprattutto, la partecipazione alla comunità di pratiche di Funder35 per lo scambio di idee, modelli e prassi di successo.

B&B, no a limitazioni temporali, la Cassazione ci dà ragione

Agostino Ingenito  Tg RaiNon si può imporre ai bed & breakfast, agli affittacamere e, in generale, a qualsiasi struttura ricettiva alberghiera o extralberghiera norme che limitino l’esercizio dell’attività, come quelle che, ad esempio, impongono la chiusura per determinati giorni dell’anno o il rispetto di limiti dimensionali come il numero di camere. Un principio, quest’ultimo, appena fissato dal Tar Lazio [1], che costituisce una vera e propria svolta per le attività anche non imprenditoriali che forniscono servizi ai turisti. Il TAR Lazio parte da un principio dei moderni stati democratici: nelle attività economiche, deve essere ritenuto permesso tutto ciò che non è espressamente vietato dalla legge. Questo significa che se la legge non pone determinati paletti agli esercizi commerciali, questi non possono essere approvati dalle autorità amministrative.
È il caso di un regolamento della Regione Lazio [2] che imponeva a case vacanze e B&B – gestiti in forma non imprenditoriale – periodi di inattività forzata e requisiti dimensionali minimi da rispettare. Per non essere soggetti a tali ostacoli, gli esercenti tali strutture avrebbero dovuto optare per una organizzazione in forma imprenditoriale. In alternativa, avrebbero dovuto chiudere.
Ebbene, secondo il Tar tale normativa è illegittima perché finisce per essere un ostacolo all’esercizio di un’attività economica, aggravando il peso dei costi e degli oneri amministrativi rispetto ai concorrenti strutturati invece in forma imprenditoriale. In piena controtendenza con la predicata politica della diminuzione di tali oneri. Una limitazione, peraltro, che non trova alcun fondamento nella legge. A voler pensare male la si potrebbe considerare solo una misura a tutela degli esercenti le strutture alberghiere. Il tutto in evidente contrasto con le norme di libero mercato. Tant’è che era intervenuto l’Antitrust.Limitando l’attività di chi voleva esercitare una casa vacanza o un B&B in forma non imprenditoriale (costringendolo a chiusure “forzate”) si creava, in effetti, un vantaggio a favore dell’attività imprenditoriale e in danno, quindi, della concorrenza.Ora il regolamento è stato annullato dal Tribunale amministrativo regionale e l’attività di Bed & Breakfast e di affittacamere si può dire definitivamente liberalizzata.D’ora in poi quindi chi vorrà esercitare un’attività economica, in forma imprenditoriale o non potrà contare su questa importante e decisiva svolta verso la liberalizzazione.
Il tutto mentre la Cassazione, nel confermare che l’esercizio di un B&B è perfettamente compatibile con un edificio in condominio, ha chiarito anche che solo un regolamento condominiale approvato all’unanimità (cosiddetto regolamento contrattuale) potrebbe impedire tali attività all’interno degli appartamenti.

La sentenza
TAR Lazio, sez. I-ter, sentenza 17 maggio – 13 giugno 2016, n. 6755
Presidente Panzironi – Estensore Volpe

Fatto e diritto

1. Col ricorso in epigrafe l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (di seguito “Autorità”) ha impugnato il regolamento della Regione Lazio 7 agosto 2015, n. 8, recante la nuova disciplina delle strutture ricettive extralberghiere, pubblicato nel BURL del 10 settembre 2015, n. 73, nonché ogni altro atto presupposto, connesso e consequenziale ancorché non conosciuto.
In particolare, come espressamente indicato nelle conclusioni del suo atto introduttivo, l’Autorità ha chiesto in tal modo l’annullamento degli artt. 3, 6, co. 2, 7, co. 2, lett. a), 3 e 4, 9, co. 1 e 3, lett. a), e 18 del regolamento
1.1. A fondamento della domanda l’Autorità ha formulato i seguenti motivi:
a) violazione delle norme a tutela della concorrenza e del mercato – violazione degli artt. 10 e 11 del d.lgs. n. 59/2010, 3, co. 7, del d.l. n. 138/2011, 34 del d.l. n. 201/2011 e 1, co. 2 e 4, del d.l. n. 1/2012 – violazione dei principi di libera concorrenza, parità di trattamento e non discriminazione – violazione degli artt. 49 e 56 del TFUE e dei principi costituzionali di cui agli artt. 3, 41 e 117 della Costituzione;
b) eccesso di potere sub specie del difetto di motivatone in relazione all’asserita giustificazione delle disposizioni sopra indicate.
1.2. L’Autorità ha premesso di essere venuta a conoscenza attraverso organi di stampa della pubblicazione del regolamento in questione, che avrebbe recato misure limitative dell’attività ricettizia extralberghiera a vantaggio di quella alberghiera.
Esaminatolo, dunque, e rilevata in tal modo l’effettiva esistenza di una serie di sue criticità, legate all’introduzione o all’inasprimento di requisiti richiesti per l’esercizio dell’attività ricettiva extralberghiera, idonei a tradursi in un’ingiustificata limitazione dell’accesso e dell’esercito di tale attività, limitando l’operatività delle strutture e subordinandone l’accesso al mercato al rispetto di vincoli di natura dimensionale, in contrasto con i principi di libera concorrenza e i correlati principi di parità di trattamento e non discriminazione, essa allora, nella riunione del 7.10.2015, deliberava di esprimere il proprio parere motivato ai sensi dell’art. 21-bis della l.n. 287/1990 alla Regione Lazio relativamente al contenuto del regolamento in questione, inviandoglielo il 14.10.2015.
Nel parere, in particolare, si esprimevano perplessità in ordine alle disposizioni del regolamento che:
– impongono a case vacanze e B&B, gestiti entrambi in forma non imprenditoriale, periodi di chiusura obbligatoria rispettivamente di 100 e 120/90 giorni;
– consentono ai Comuni di imporre specifici periodi di chiusura alle sole strutture in forma non imprenditoriale a seguito di valutazioni legate al fabbisogno economico;
– attribuiscono a Roma Capitale il potere di individuare zone del proprio territorio da destinare all’apertura di ostelli per evitare una eccessiva concentrazione di strutture in determinate zone urbane;
– impongono alle case vacanza contratti di affitto della durata minima non inferiore a 3 giorni;
– impongono vincoli dimensionali delle strutture in termini di metratura minima obbligatoria di alcuni spazi, prescrivendo onerosi (e a volte materialmente impossibili) obblighi di adeguamento anche alle strutture esistenti.
L’Autorità rilevava altresì che il successivo regolamento regionale n. 13/2015 – col quale si rinvia l’entrata in vigore della disciplina dei periodi di chiusura per case vacanza e i B&B, gestiti in forma non imprenditoriale, già esistenti e regolarmente operanti – non risolveva le criticità concorrenziali poste dal regolamento n. 8/2015, giacchè invero rimaneva comunque impregiudicata l’immediata valenza delle altre previsioni restrittive della concorrenza del predetto regolamento. In sostanza, si posponeva l’entrata in vigore, solo per certi profili, della nuova disciplina, senza però incidere sul merito delle sue caratteristiche.

Sharing Economy nel turismo, Unione Europea ambigua su presunti liberismi e tutela consumatori mentre rafforza lobby internazionali

Bruxelles prende posizione a favore della sharing economy con un documento che dice no ai protezionismi corporativi. “Le piattaforme” dice il testo “non dovrebbero essere obbligate a chiedere autorizzazioni o licenze quando si limitano a essere intermediari tra il consumatore e chi offre il servizio”, e non si può imporre il divieto totale alle attività di sharing “se la ragione è proteggere i modelli di business esistenti”. La Commissione Europea, mette perciò in guardia contro ostacoli e barriere in un settore, rappresentato da Uber, Airbnb e BlaBlaCar, considerato “piccolo, ma in rapida crescita” e che nel 2015 ha generato redditi lordi complessivi pari a 28 miliardi di euro. Spazio dunque alle nuove iniziative di mercato, in base alla legge dell’economia secondo la quale è la domanda a determinare l’offerta. “Spetta ai consumatori decidere quale servizio sia il migliore” ha dichiarato Jyrki Katainen, commissario europeo alla Crescita. In nome di un mercato unico, dice ancora la comunicazione della Commissione Europea, “serve un approccio omogeneo” alle nuove realtà imprenditoriali, in modo da evitare 28 sistemi normativi degli stessi fenomeni. “Il nostro ruolo” ha spiegato la responsabile UE per l’Industria, Elzbieta Bienkowska, “è di incoraggiare un contesto normativo che permetta ai nuovi modelli imprenditoriali di svilupparsi”. Bruxelles invita quindi gli Stati dell’Unione a rivedere le proprie normative nazionali a favore delle piattaforme di sharing, a patto che queste rispettino le regole sull’imposizione fiscale, quelle per la tutela dei consumatori e quelle relative alle condizioni di lavoro. Ma é proprio in queste ultime parole che si evidenzia la contraddizione in termini. L’Unione Europea non può evocare una tutela al consumatore sbandierando un neo liberismo di facciata e difatti genuflettendosi ad un sistema di piattaforme incontrollate invocando libertà di mercato e senza tener conto delle effettive tutele per il consumatore che seppur libero di utilizzare piattaforme, in realtà poco sa del l’effettiva rispondenza di sud ti promosso su siti internet che dipendono sempre più da soggetti internazionali che agiscono in forma di monopolio. Difficile immaginare quella tutela del consumatore tanto evocata quando ad esempio é possibile inventarsi un b&b del tutto fasullo o pubblicizzare strutture ricettive che non garantiscono servizi ed offerte pure pubblicizzate da portali che non utilizzino alcun filtro di verifica qualità se non alcuni relativi a recensioni online gestite spesso con azioni tutt’altro che lecite. Chi controlla? Quali parametri? Come garantire il viaggiatore da vacanza rovinata se le strutture ricettive non rispettino requisiti minimi di vivibilità ? E come dovranno regolarsi gli Stati e gli enti locali di secondo livello e chi decide cosa é integrazione del reddito da un reddito vero e proprio e in che modo é tracciato e verificato? Non vorrei dunque che si spacci per neoliberismo ciò che in realtà appare solo totale resa ai potenti monopoli internazionali e lobby che a Bruxelles sembrano avere sempre più porte spalancate e totale dominio a scapito dei cittadini e di imprenditori onesti vessati da fiscalità variegate e privi di qualsivoglia tutela. Questa UE non mi convince ed esporró questa riflessione ai nostri europarlamentari sperando di trovarli almeno..