Campania, contributo a fondo perduto del 70% per l’internazionalizzazione delle imprese. Cogliere le opportunità

Agostino Ingenito  Tg RaiAncora pochissimo tempo per partecipare al bando che consente di ottenere CONTRIBUTO A FONDO PERDUTO per l’INTERNAZIONALIZZAZIONE destinato ad Imprese che sono presenti o intendono entrare in Mercati Esteri – SCADENZA: imminente – Tipologia di contributo: Contributo a fondo perduto pari al 70% della spesa fino ad un tetto massimo di euro 150.000,00 – Soggetti beneficiari: Liberi professionisti ed Imprese in qualsiasi forma giuridica regolarmente costituiti, in forma singola o associati in Reti di impresa, consorzi e società consortili aventi sede operativa in Campania; sono ammessi tutti i settori di attività ad accezione della produzione primaria di prodotti agricoli, pesca, acquacoltura ed esportazioni. Per maggiori informazioni e consulenze è possibile contattare l’email ingenito@consorzioeuromed.com oppure telefonare a 08118759823
Spese ammesse al contributo:

Sono ammessi ad agevolazione i programmi di internazionalizzazione che permettono un’apertura verso i mercati esteri da realizzare mediante:

– partecipazione a fiere e saloni internazionali (sono ammesse le spese per noleggio ed allestimento degli spazi espositivi, servizi di hostess, catalogo fieristico, ecc..);

– incoming di operatori esteri presso la sede dell’impresa (sono ammesse le spese relative al viaggio e alloggio degli operatori esteri ospitati)

– incontri bilaterali Italia/Estero, workshop e seminari in Italia e all’estero oppure utilizzo temporaneo (massimo 12 mesi) di sale espositive o uffici all’estero (sono ammesse le spese per affitto locali, noleggio attrezzature, ecc..);

– azioni di comunicazione (sono ammesse le spese per sito web NO E-COMMERCE, web marketing, ecc);

– supporto specialistico (sono ammesse le spese per consulenza fiscale, legale, studi di fattibilità, piani di marketing, ecc.. purché il tutto finalizzato all’inserimento su mercati esteri).

Il programma di internazionalizzazione e le relative spese sono ammessi solo se avviati successivamente alla presentazione della domanda. Tutti i pagamenti dei titoli di spesa devono essere effettuati a mezzo bonifico bancario da un medesimo conto corrente dedicato.

Il contributo in oggetto non è cumulabile con altre agevolazioni pubbliche aventi ad oggetto i medesimi beni
Sono a disposizione per info e consulenze. ingenito@euromed.coom

Airbnb, la tassa di soggiorno diventa un business. Da Palermo a Napoli ed altre città la sharing economy si trasforma in altro..

agostino-ingenitoAirbnb, la tassa di soggiorno diventa un business – Al via gli accordi con Napoli e Palermo – Ecco le mie considerazioni sul tema che sono state sviluppate dal periodico L’Economia del Mezzogiorno che ringrazio. Nel 2017 al Sud arrivati 7 milioni di visitatori. L’home sharing al Sud è in grande crescita. La media di arrivi registrati nel 2017 da Airbnb nelle regioni meridionali è la più alta d’Italia: su 7 milioni e 800 mila turisti passati attraverso la piattaforma (+37% rispetto al 2016), 5i8 mila (+58%) hanno scelto la Campania, 210 mila (+49%) la Puglia, 22 mila (+40%) la Basilicata e 34 mila (+76%) la Calabria. Non è un caso, quindi che la piattaforma abbia iniziato a stringere accordi prima con il Comune di Palermo e poi di Napoli, in base ai quali sarà Airbnb a riscuotere l’imposta di soggiorno dagli ospiti degli alloggi situati nelle due città, contestualmente al pagamento online, al posto del gestore della struttura ricettiva. La stessa Airbnb verserà poi, trimestralmente a Palermo e mensilmente a Napoli, gli importi riscossi. La tassa di soggiorno comunale stabilita per le strutture extralberghiere è di 1,5 euro a persona fino a un massimo di 4 notti per Palermo e di 2 euro al giorno a persona fino a un massimo di 14 pernottamenti per Napoli. Considerando che nel 2017 sono state circa 200 mila le persone che hanno scelto Airbnb per soggiornare a Napoli (+ 65% rispetto al 2016) e che la durata media del sog giorno è di 3,2 notti, per ü Comune è previsto un introito annuo di circa i milione e mezzo di euro. Nelle casse comunali palermitane entreranno, invece, circa 700 mila euro, visto che nel capoluogo siciliano nel 2017 gli ospiti sono stati 107 mila (+34%) con una durata media del soggiorno di 3,6 notti. Per gli enti comunali, affidare la gestione contabile della tassa ad Airbn, significa anche contrastare l’evasione di una fetta del mercato turistico privato e semplificare il processo di versamento e riscossione. Per la piattaforma, invece, l’accordo si traduce nel garantire agli utenti un servizio e nel detenere in cassa un «tesoretto», considerando che anche Milano, Genova, Bologna, Firenze e Rimini hanno siglato l’accordo e che e che sono in corso conversazioni con varie città del sud, da Matera a Bari e m Sicilia dove molti hanno contattato la piattaforma dopo l’accordo di Palermo. «E’ singolare – commenta Agostino Ingenito, presidente nazionale di Aigo, (Associazione italiana gestori ospitalità e ricettività diffusa aderente a Confesercenti) e Abbac Associazione B&B,Affittacamere e case vacanze della Campania www.abbac.it – che da un lato Airbnb fa ricorso al Consiglio di Stato, rivendicando una competenza normativa europea e una non stabile organizzazione in Italia, per evitare di fungere da sostituto d’imposta. Dall’altro, invece, si occupa della riscossione delle tasse di soggiorno comunali, in qualità di agente contabile, e trattiene in cassa ingenti importi che, fino a prova contraria, significano interessi bancari. Appare inderogabile – conclude Ingenito – una revisione del sistema normativo che chiarisca chi fa cosa e perché». Replica Alessandro Tommasi, Public policy manager Italia di Airbnb: «II Consiglio di Stato ha dato mandato di fissare l’udienza di merito perché ha riscontrato problemi di “compliance” col diritto europeo. Gli aspetti di concorrenzialità sono evidenti e sono il motivo per cui altre piattaforme hanno smesso di gestire i pagamenti.
Airbnb, invece, ha da subito cercato l’interlocuzione anche prima che il Ddl fosse pensato, su questo tema. La tassa di soggiorno è un ambito in cui la norma è lineare. A livello nazionale speriamo di trovare una soluzione al più presto».

Locazioni brevi, stangata Tari a Napoli, bene equilibrare tassazione per affitti brevi ma Comuni non possono solo battere cassa. Servono risposte nazionali e Ue su fenomeno extralberghiero

Agostino Ingenito  Tg RaiLocazioni brevi, stangata Tari, la Giunta De Magistris aumenta al massimo la quota variabile per gli immobili utilizzati per gli affitti brevi. Estesa per intero la Tariffa rifiuti già applicata alla porzione di immobile destinata a bed and breakfast con l’applicazione a sei componenti familiari. Agostino Ingenito, coordinatore nazionale locazioni brevi: “I Comuni battono cassa e Napoli fa da apripista a livello nazionale dopo aver sottoscritto accordo con Airbnb per la riscossione dell’imposta si soggiorno. Utile ridimensionare il fenomeno dell’abusivismo dilagante ed anarchico alimentato da applicazioni di sharing Economy a metà a favore di piattaforme online e furbetti ma il turismo non può essere solo tassato. Servono risposte serie ed omogenee sul territorio nazionale che consentono di applicare una Flat tax univoca e concreti servizi turistici che in tanti Comuni sono pochi e malgestiti a fronte di incassi milionari di imposta di soggiorno troppo spesso utilizzato per coprire enormi buchi di bilancio e niente più. Il rischio – dichiara Ingenito – È che fenomeno imploda se noin governato come già accaduto a Barcellona ed in altre città europee. Serve equilibrio e un coordinamento nazionale. Anci Regioni e Governo affrontino la questione per cogliere tutte le opportunità di una crescita ormai costante di viaggiatori che preferiscono il settore extralberghiero e anche l’Unione Europea intervenga non a chiacchiere o proclami su monopoli di piattaforme online e webtax”.

Esperienze Airbnb, occhio allo sharingeconomy predatoria che dequalifica e desertifica il territorio

DSC_0015#Esperienze #Airbnb Stiano attenti i Comuni italiani come #Napoli #Roma e la #CostieraAmalfitana che si stanno facendo ammaliare dalle proposte della piattaforma online. Non c’è niente di sano in queste modalità border line di offrire tutto e da tutti. Si rischia di minare la già precaria condizione di equilibrio con professionisti come guide turistiche, aziende enogastronomiche e chi esercita un’attività turistica culturale pagando tasse e balzelli. Come operatore turistico sono pronto alla battaglia contro chi continua ad alimentare una sharingeconomy a metà in cui a guadagnarci sono sempre e solo i player internazionali, depredando il territorio e dequalificando il lavoro di chi con passione ancora crede nei territori e nelle sue #risorse. Secondo gli esperti della piattaforma, le “esperienze” porteranno più turisti. Ma è davvero così ?
E a che prezzo? Artigianato e gastronomia sono i temi che la fanno da padrone, con esperienze come la visita alla fabbrica del limoncello ad Amalfi oppure lo street food nelle strade di Napoli. “Napoli e la Costiera Amalfitana hanno un incredibile patrimonio di tradizioni locali e una comunità locale in grado di far vivere esperienze indimenticabili a turisti di tutto il mondo – commenta Nicola D’Elia, Emea trips director di Airbnb -. Crediamo che il lancio delle esperienze a Napoli possa rappresentare una grande opportunità per appassionati, artigiani e piccoli imprenditori ma soprattutto un potente strumento di promozione dell’Italia più autentica a livello internazionale” Questo dice il direttore di Airbnb ma che a prezzo? E chi in Italia paga tasse per esercitare attività di guida, agenzia viaggi e tour operator? E chi verifica che ciò che si propone rispetti i requisiti previsti nel nostro Paese in merito ad assicurazione ospiti, qualità delle informazioni e i costi che sono costretti a pagare chi esercita legalmente per accedere a siti culturali e di vario genere? E un tema serio che non può vedere i Comuni aderire con leggerezza per meri selfie alla bisogna..

Palermo, ex albergo trasformato in affitti brevi e senza autorizzazione, servono regole

IMG_5809Caso ex albergo a Palermo, utilizzato come struttura ricettiva alternativa e senza alcuna autorizzazione, scoperto da un’inchiesta se Le Iene, è emblematico e dimostra come la deregulation da #sharingeconomy” sta difatti creando disparità e disvalore nell’ospitalità italiana. Uso di immobili senza titoli abitativi ma utilizzati con la formula di locazioni brevi è ormai una costante ingorvenabile su tutto il territorio nazionale. Servono regole concrete, portali di prenotazione online monopolisti incentivano affitti di immobili ad uso turistico senza alcun controllo urbanistico e requisiti minimi di abitabilità. Da presidente nazionale Aigo ho più volte fatto emergere i paradossi e le irregolarità di un sistema che è assolutamente fuori controllo. Il Governo intervenga con provvedimento urgente, risolvendo la grave questione in corso sul sostituto di imposta, oggetto di vertenza legale in corso, dopo l’approvazione dell’art 4 della finanziaria e disponga modalità univoche su tutto il territorio nazionale. Ecco il link https://www.iene.mediaset.it/video/b-b-del-giudice_13019.shtml

Campania, musei e siti culturali chiusi a Natale e Capodanno e trasporti in affanno, serve coordinamento. Ecco le mie dichiarazioni

agostino ingenito abbac“Musei chiusi a Natale e Capodanno, e rischio trasporti pubblici, cosi non si aiuta il turismo. L’appello di Agostino Ingenito, presidente Abbac : Serve uno sforzo condiviso tra istituzioni e attori della filiera per rispondere al positivo flusso turistico che sta arrivando in queste ore in Campania. Nessuna polemica ma necessaria inversione di tendenza”

Musei e siti culturali chiusi il giorno di Natale e di Capodanno, fatte alcune eccezioni come nel caso del Museo Archeologico aperto il 1 gennaio, il Museo di Capodimonte e gli altri gestiti dal Polo Museale Campano avranno portoni chiusi anche a Capodanno. Non fanno eccezione gli scavi archeologici di Pompei e di Ercolano come degli altri di Boscoreale e di Stabia. A Napoli da Castel Sant’Elmo, alla Floridiana come per San Martino e Villa Pignatelli, inutile prenotare per quei due giorni di festa. Tutti chiusi anche i musei degli altri territori campani. “Passi per il giorno di Natale ma perché a Capodanno, quando è presente in città e nelle maggiori località turistiche, un importante flusso di visitatori non si fa uno sforzo per garantire l’apertura dei maggiori siti culturali? E’ quanto si chiede Agostino Ingenito, presidente dell’Abbac, l’associazione dei b&b ed affittacamere della Campania che solleva il caso. “Già lo scorso anno ponemmo la questione che portò ad un tavolo di confronto tra sindacati, direttori dei musei e rappresentanti delle istituzioni e con non poche polemiche- Sia chiaro, la gran parte dei musei statali in Italia resteranno chiusi nei giorni di Natale e Capodanno, ma se si associa che anche molte chiese non consentiranno le visite turistiche per consentire di effettuare le funzioni religiose, resta ben poco da fare ai visitatori culturali che arrivano in quei giorni. Certo le attrazioni dei pastori di San Gregorio Armeno come degli eventi in programma non faranno certo stare i turisti a girare i pollici ma ritengo che uno sforzo maggiore avrebbe consentito di rendere Napoli e la Campania un modello magari da emulare. Serve uno sforzo condiviso tra istituzioni e attori della filiera per rispondere al positivo flusso turistico che sta arrivando in queste ore in Campania. . Restano poi le incognite per i trasporti pubblici. “Ci preoccupano e non poco le incertezze di questi giorni con un chiaro scontro tra sindacati ed aziende di mobilità, serve uno sforzo per dare chiaro il segno di un’inversione di tendenza – continua Ingenito – Napoli e la Campania sono oggi mete privilegiate per il turismo e non possiamo permetterci la mancanza di servizi di trasporto che gli ospiti non comprenderebbero. Sono tanti i professionisti e le imprese del settore turistico che lavorano in quel periodo e che colgono l’occasione dei flussi turistici per coprire costi ed ottenere giusti profitti – La sfida del turismo si vince offrendo sicurezza certo, sono ottimi infatti i presidii militari di queste settimane, ma vanno garantite anche le aperture dei siti culturali e trasporti efficienti”.

Qui il link del Polo Museale per i siti di loro gestione http://www.polomusealecampania.beniculturali.it/images/Avvisi-News/17_ORARIO%20MUSEI%20NATALE.pdf

Airbnb, Aigo Agostino Ingenito: “Servono regole chiare e tassazione equa per tutti”

agostino-ingenitoSulla questione della cedolare secca per affitti brevi e sostituti di imposta, “i consumatori non devono essere presi come alibi o utilizzati come armi alla bisogna, ma deve essere garantita una parity equity che tenga conto di regole chiare. Regole che stabiliscano diritti e doveri di ota, gestori immobili ed attività ricettive, tutelando le esigenze del consumatore e garantendo pari dignità attraverso una tassazione equa per tutti”. A dichiararlo è Agostino Ingenito, presidente nazionale Aigo Confesercenti, a seguito della pronuncia del Consiglio di Stato che ha accolto il ricorso di urgenza di Airbnb dopo il rifiuto da parte di quest’ultimo di versare gli anticipi previsti dalla legge perché non in grado di identificare gli host coinvolti dalla norma. “Sia chiaro, il Consiglio di Stato ha evidenziato una violazione del diritto europeo, come pure aveva fatto l’Antitrust, ma non ha affatto dichiarato che i portali internazionali possano compiere qualsiasi azione senza alcuna limitazione”, continua Ingenito. “Avevamo posto i nostri dubbi – in tempi non sospetti -sulla modalità con la quale si era inteso imporre la cedolare secca sugli affitti brevi, prevedendo l’istituto del sostituto di imposta alle piattaforme online. E’ ormai chiaro, però, che il tema debba essere affrontato a livello europeo. L’imposta prevista nella finanziaria dava un primo segnale dello Stato verso l’abusivismo ricettivo, ma è evidente che il fenomeno debba essere ulteriormente monitorato per trovare condivise azioni che tengano conto della tutela del consumatore e dei diritti degli operatori ricettivi, che svolgono la loro attività rispettando normative spesso astruse e con carichi fiscali assai impegnativi”.

Diventa uno chef, opportunità formativa in Campania, ecco come fare

IMG_4529Ciao, ti comunico che nell’ambito del Progetto “Dieta Mediterranea nell’alimentazione quotidiana e nella ristorazione” , realizzato da una rete di soggetti di alto profilo, è stato attivato un percorso integrato di apprendimento di Tecnico della ristorazione _ Chef . Posso inviarti modulo e bando di iscrizione.
Mi preme altresì precisarti che i candidati devono avere età superiore ai 24 anni, essere inoccupati, disoccupati o occupati; avere la residenza in Regione Campania; essere in possesso del diploma di istruzione secondaria superiore, o di una qualifica attinente prevista dal Quadro Nazionale delle Qualificazioni e/o dal CCNL di settore ed inviare Domanda di partecipazione, Curriculum Vitae in formato europeo, Documento di riconoscimento e Permesso di soggiorno (se del caso) ENTRO LE ORE 12 DEL 9 DICEMBRE 2017 Resto a tua disposizione. Aiutiamo i nostri ragazzi a formarsi per una professione. Manda una mail a info@agostinoingenito.it

Turismo Italiano, numeri record nel 2016 con +4% ma non sfonda al Sud che attrae solo il 20% delle presenze

diapositiva1Turismo Italiano, un nuovo rinascimento con segno più di presenze straniere e domestiche che si contengono l’equità delle percentuali del 50%. Dati interessanti e confortanti per il nostro turismo che rappresenta l’11,3% del nostro Pil Prodotto Interno Lordo, dando occupazione a circa 2,9 milioni di occupati, i diretti sono circa 1,2 milioni. La recente pubblicazione dei dati Istat sul turismo in Italia nel 2016 offre alcuni spunti interessanti per interpretare l’andamento del settore nel breve periodo. Ho analizzato quanto riportato dall’Istat e rielaborato dal Centro Studi di Touring Club mediante un interessante articolo che riporto in ampi stralci. Sono stati complessivamente 117 mln gli arrivi e 403 mln le presenze, il record di sempre per il nostro Paese, in crescita rispetto al 2015 rispettivamente del 3,1% e del 2,6%. Se le presenze incoming si confermano trainanti (+3,5%), rinnovando un trend in continua crescita ormai dal 2010, per il secondo anno consecutivo si evidenziano segni di ripresa anche della componente domestica (+1,6%), dopo l’inversione di passo avvenuta nel 2015 in occasione di EXPO (+4,9% sul 2014).I dati per un nuovo “rinascimento” del nostro turismo arrivano anche dai primi dati del 2017: le stime provvisorie (gennaio-luglio) registrano un incremento di arrivi e presenze attorno al 4%. Certamente il tema della ripresa economica è centrale nello spiegare lo stato di salute del nostro turismo anche se non si può non considerare il particolare momento storico: dopo la spinta ricevuta dall’Esposizione Universale, l’Italia si è avvantaggiata notevolmente della difficile situazione del Mediterraneo. La Francia ad esempio ha visto nel 2016 un calo del 2% dei flussi internazionali sull’anno precedente, per non parlare dalla situazione drammatica che stanno vivendo Egitto (-42%) e Turchia (-28%). Quello che non è cambiato, nonostante il quadro sopra descritto, è la distribuzione dei flussi nelle diverse aree del nostro diapositiva3Paese: il Sud – benché si proponga con caratteristiche simili e per certi versi sostitutive ai prodotti turistici dei Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo – non riesce ad accelerare la propria crescita, attraendo soltanto il 20% delle presenze totali, che scendono al 14% se si considerano quelle straniere, dato ormai consolidato da anni… Qualche riflessione interessante viene anche dalla top 10 dei mercati incoming. I trend di breve periodo confermano che la crescita dei flussi stranieri in Italia ha una matrice “continentale”: sono infatti i Paesi europei a registrare le variazioni più positive. La Germania, che si conferma il primo mercato con 56,6 mln di presenze, cresce del 6,1% sul 2015, la Francia – seconda – con 13,4 mln cresce quasi del 3% e il Regno Unito, terzo con 13 mln, aumenta addirittura del 4,5%, nonostante a partire dalla metà del 2016, in concomitanza del referendum sulla Brexit, la sterlina abbia cominciato a deprezzarsi sull’euro. Crescono poi anche Paesi Bassi – in quinta posizione (+6,3%) dopo qualche anno di disaffezione nei confronti dell’Italia – e la Spagna (+9,4%).Di tenore differente il quadro dei flussi di medio-lungo raggio: in calo i turisti cinesi (-16,8%) che passano dall’ottavo all’undicesimo posto in classifica. Dopo l’exploit dell’anno di EXPO (5,4 mln di presenze) si riassestano i flussi che comunque crescono di quasi un milione rispetto al 2014. Andamento chiaramente negativo invece per Russia (-8,8%) e Brasile (-14%): per la prima non sembrano ancora riassorbiti gli effetti della crisi, attenuatasi solo a partire dalla fine del 2016, mentre per il secondo cominciano ad avvertirsi, anche nel turismo, gli effetti della congiuntura economica, ritornando alle performance del 2014.

Turismo italiano si sta trasformando in “disnayland”da escursione con target medio bassi e poca qualità

Da anni mi occupo di turismo. Seguo le tendenze e gli sviluppi come pure assisto alle retroguardie e alle assurde (spesso) azioni di chi dovrebbe seguire e gestire processi ma si limita alla superficie e a cercare riscontri facili in tempi rapidi. Il nostro turismo è sempre più escursionistico. I grossi tour operator internazionali che fanno i conti con il bilancino e spingono al risparmio per ottenere più guadagni con voli low coast e soggiorni a basso costo, vendono la nostra Italia al tempo di una visita di poche ore. E cosi trovi centinaia di stranieri che armati di microfono e cuffie, si ritrovano al seguito del loro capogruppo a girare in lungo e largo tra luoghi e siti culturali di enorme importanza, con il fare della visita allo zoo o un giro alla disneyland del momento. Mi sono chiesto chissà cosa gli sta dicendo nel microfono appeso al collo quel capogruppo mentre si tira indietro gruppi da cinquanta persone alla volta, spesso spaesati e privi di qualsiasi riferimento culturale e geografico del territorio che sta calpestando. Impressionante la velocità dell’esperienza escursionista. Con i problemi che si porta dietro un sistema bordline che per rispondere ad esigenze di vendita di massa, ingolfa trasporti pubblici locali, determina problematiche concrete per l’enorme flusso che in poche ore affolla siti culturali e città spesso non pronte a tali formule. Ormai anche il bus sembra sdoganato e dove si può, questi tour operator organizzano trasferimenti su mezzi pubblici come metropolitane e ferrovie. Ho sentito di un’agenzia che a dei sudcoreani fa visitare l’Europa in poco meno di cinque giorni. E cosi il turista viaggiatore passa da Parigi a Milano, passando per Venezia e Roma e se va bene Napoli, Pompei, Sorrento in poco meno di due giorni. Ancora più ridotte le visite dei crocieristi. E cosi un territorio dalla storia millenaria, da siti culturali di altissimo livello, si ritrova ad essere visitato e “scoperto” come in una sorta di parco divertimenti, dove l’importante monumento e il panorama mozzafiato serve solo allo scopo di un selfie da postare fra l’altro velocemente, consumando l’esperienza in pochissimi attimi. Che tipo di turismo vuole il nostro Paese, cosa stanno facendo le Regioni e il Governo per determinare nuove alternative che non siano le solite narrazioni alla bisogna prive di risorse e supporto. Facile dire che è l’anno dei borghi o dei siti Unesco, ma poi nella pratica chi fa cosa e in che modo per rendere raggiungibili e fruibili posti spesso fuori dai percorsi metropolitani o di facile raggiungimento. La verità è che all’estero il nostro Paese è visto più come un posto bello da visitare per poco tempo e senza offrire esperienze diverse che non siano i soliti itinerari. Poco davvero poco si fa per valorizzare l’eccezionale patrimonio artistico culturale che non sia la scelta compiuta di nominare direttori di grandi musei e pinacoteche con l’obbligo di attrezzarsi per garantire che il tour da disneyland sia garantito. Ancora ho nella mente quell’incontro di Obama con il nostro ministro alla cultura Franceschini. Gli americani si sa sono sbrigativi e facili alla massificazione. Ma fa pensare e non poco che vi siano stranieri che non abbiano alcuna contezza del nostro territorio e che spesso confondono persino le città che ospitano monumenti. Al sudcoreano che ho incontrato l’altro giorni gli ho chiesto che sapesse di Napoli e Pompei, e la risposta è stata che Napoli è secondo quanto detto dalla guida, la città moderna dell’antica Pompei. C’era chi mi ha accennato alla Torre di Pisa che si aspettava di vedere a Venezia come per il Ponte Vecchio che sta invece a Firenze. C’è invece una fetta sempre più consistente di viaggiatori del cosiddetto turismo individuale che da novelli Goethe ma a basso costo cercano l’Italia culturale, dei siti artistici e naturalistici e che vogliono esperienze non standardizzate. Il boom delle città d’arte ne è un esempio lampante come pure dei percorsi alternativi di località storiche e culturali. Restano i problemi di sempre nel governo del turismo italiano, delle competenze tra Stato e Regioni, della gestione delle Soprintendenze che in nome della tutela rendono difficile lo sviluppo di sinergie tanto che il Ministro ha inteso risolvere la questione dei siti maggiori con la costituzione di nuovi poli museali e autonomia dei direttore dei maggiori musei. Una scelta che sta portando a dei risultati ma che al contempo lascia indietro e nel dimenticatoio tanti siti minori non facilmente raggiungibile da quel turismo di massa tanto amato dal Governo che spinge verso una disneyland diffusa e fruibile in tempi stretti non riuscendo a rendere più qualitativi flussi che rischiano di far più danni che offrire concrete occasioni economiche per i territori. Le città sono spesso diventate mete da mordi e fuggi con tante ripercussioni in merito a qualità della vita e concrete opportunità. Anche la professionalità di guide ed esperti sembra ad un bivio, spesso vengono allestite mostre alla bisogna, dal titolo facile e noto per garantirsi incassi certi ed immediati e spesso con allestimenti a dir poco discutibili.