Centro storico di Napoli, sono pochi i 20 milioni previsti dal Patto firmato con Renzi. Serve vero piano di rigenerazione urbana con risorse e tempi certi

Centro storico di Napoli, sono pochi i 20 milioni inseriti nel Patto per la Città. Serve un vero piano di rigenerazione urbana che punti alla messa in sicurezza, la risoluzione di annosi grovigli burocratici e di competenza e che offra concrete occasione di un recupero funzionale degli immobili, lavorando alla realizzazione di un unico ring di ospitalità diffusa come succede per le maggiori città europee. Lo dichiara Agostino Ingenito, presidente regionale dell’Abbac, l’associazione che riunisce i proprietari e gestori di immobili ad uso turistico e che aderisce alla rete nazionale Aigo Confesercenti. “Difficile immaginare una vera e definitiva rigenerazione urbana, con la conseguente messa in sicurezza e riuso degli immobili ad uso turistico dell’enorme centro storico che noi auspichiamo si trasformi in un vero e proprio centro di ospitalità diffusa. La consistenza degli immobili fatiscenti e da recuperare è tale che appaiono decisamente limitate le risorse economiche previste per l’incentivazione agli interventi di edilizia economico privata previsti nel Patto firmato con il Premier Renzi – continua Ingenito – Ipotizzo che si intenderà realizzare forse un nuovo progetto Sirena che aiuti i condomini almeno nel recupero delle facciate, ma serve molto di più per garantire prima di tutto la messa in sicurezza di immobili fatiscenti e il loro concreto riutilizzo. “Intanto auspichiamo che la Giunta abbia il coraggio di risolvere le annose questioni urbanistiche che non consentono di utilizzare al momento questi immobili ad uso turistico per frazionamenti non autorizzati e difformità realizzate nel corso del tempo. In questo caso è potere dell’Amministrazione Comunale di procedere ad una sanatoria che consentirebbe anche di recuperare oneri di urbanizzazione. Una sanatoria che si potrebbe collegare proprio alla destinazione turistica, consentendo di aggregare imprenditori che credono al rilancio turistico culturale della città e che sarebbero pronti a proporre iniziative condivise che non possono però prescindere da risorse congrue e tempi certi. Come pure va risolta l’annosa questione degli immobili vincolati dalla Sovrintendenza. Grovigli burocratici e non chiare competenze che hanno spesso condannato all’abbandono anche importanti palazzi del centro storico. Auspichiamo che il Sindaco convochi un tavolo con tutti gli attori in campo per definire competenze e ruoli ed avviare un dialogo costruttivo per un’autentica rigenerazione del centro storico”.

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