Centro storico di Napoli, sono pochi i 20 milioni previsti dal Patto firmato con Renzi. Serve vero piano di rigenerazione urbana con risorse e tempi certi

Centro storico di Napoli, sono pochi i 20 milioni inseriti nel Patto per la Città. Serve un vero piano di rigenerazione urbana che punti alla messa in sicurezza, la risoluzione di annosi grovigli burocratici e di competenza e che offra concrete occasione di un recupero funzionale degli immobili, lavorando alla realizzazione di un unico ring di ospitalità diffusa come succede per le maggiori città europee. Lo dichiara Agostino Ingenito, presidente regionale dell’Abbac, l’associazione che riunisce i proprietari e gestori di immobili ad uso turistico e che aderisce alla rete nazionale Aigo Confesercenti. “Difficile immaginare una vera e definitiva rigenerazione urbana, con la conseguente messa in sicurezza e riuso degli immobili ad uso turistico dell’enorme centro storico che noi auspichiamo si trasformi in un vero e proprio centro di ospitalità diffusa. La consistenza degli immobili fatiscenti e da recuperare è tale che appaiono decisamente limitate le risorse economiche previste per l’incentivazione agli interventi di edilizia economico privata previsti nel Patto firmato con il Premier Renzi – continua Ingenito – Ipotizzo che si intenderà realizzare forse un nuovo progetto Sirena che aiuti i condomini almeno nel recupero delle facciate, ma serve molto di più per garantire prima di tutto la messa in sicurezza di immobili fatiscenti e il loro concreto riutilizzo. “Intanto auspichiamo che la Giunta abbia il coraggio di risolvere le annose questioni urbanistiche che non consentono di utilizzare al momento questi immobili ad uso turistico per frazionamenti non autorizzati e difformità realizzate nel corso del tempo. In questo caso è potere dell’Amministrazione Comunale di procedere ad una sanatoria che consentirebbe anche di recuperare oneri di urbanizzazione. Una sanatoria che si potrebbe collegare proprio alla destinazione turistica, consentendo di aggregare imprenditori che credono al rilancio turistico culturale della città e che sarebbero pronti a proporre iniziative condivise che non possono però prescindere da risorse congrue e tempi certi. Come pure va risolta l’annosa questione degli immobili vincolati dalla Sovrintendenza. Grovigli burocratici e non chiare competenze che hanno spesso condannato all’abbandono anche importanti palazzi del centro storico. Auspichiamo che il Sindaco convochi un tavolo con tutti gli attori in campo per definire competenze e ruoli ed avviare un dialogo costruttivo per un’autentica rigenerazione del centro storico”.

Airbnb e altre piattaforme online, servono azioni forti contro i monopoli. Buona la proposta del Governatore di New York

In qualità di presidente nazionale dell’Aigo, l’associazione che riunisce gli operatori ricettivi extralberghieri italiani, me ne sono occupato più volte, denunciando azioni scorrette compiute da questi grossi monopolisti della ricettività turistica. La scelta del Governatore di New York Andrew Cuomo di promulgare una legge che obblighi all’affitto breve di almeno trenta giorni per una casa vacanza, fa tremare i polsi e non solo ai proprietari e dirigenti del colosso californiano Airbnb. È il Governatore infatti l’artefice di una legge che, una volta in vigore, farebbe malissimo ad Airbnb. Per ora, però, il pericolo sembra scampato. La nuova normativa non sarà effettiva finché la controversia legale fra lo Stato e l’azienda con sede a San Francisco (che ha immediatamente fatto appello) non sarà chiusa.La nuova legge, infatti, prevede il divieto di proporre in affitto case per meno di 30 giorni, pena una multa da 7.500 dollari per chiunque provi a mettere l’annuncio sulla piattaforma online. Un dettaglio che sarebbe letale per il business dell’azienda californiana fondata nel 2008 da Joe Gebbia e Brian Chesky. Airbnb, infatti, è fortissima negli affitti brevi e si propone come alternativa agli hotel. Vietare le locazioni inferiori a 30 giorni vorrebbe dire, in sostanza, vietare Airbnb. Ma c’è di più. Innanzitutto, New York è una città importantissima per le casse dell’azienda. Solo nella Grande Mela, infatti, Airbnb può contare su 46mila alloggi affittati per brevi periodi. E poi c’è il rischio dell’effetto domino, con altri Stati pronti a prendere spunto da quello newyorkese. Nel giro di pochi giorni, insomma, rischia di consumarsi la fine di uno degli esempi migliori di Internet company. Il rinvio della decisione sulla nuova legge è una boccata d’ossigeno importante per Airbnb, che proverà a fare quadrato per trovare una soluzione accettabile. Per adesso, la proposte di impedire ad un utente di affittare più di una casa non ha convinto i leader newyorkesi, sui quali la pressione degli albergatori rimane forte. Si tratta di una legge che potrebbe fare scuola e consentire di ridimensionare il potere di questi portali che stanno difatti gestendo la ricettività nei Paesi in cui operano. Anche noi come associazione nazionale di operatori ricettivi extralberghieri regolari ed autorizzati, chiediamo a gran voce azioni di contrasto forte verso tali monopoli che stanno difatti inquinando il mercato ormai senza regole e con forti squilibri. Vi terrò aggiornati.

La Generazione perduta & Gerontocrazia, andare oltre la realtà percepita..

AGO & FILO – Il mio editoriale di questa settimana
Quelli che alla fermata attendono il bus del futuro e che intanto perdono il presente. Ero sulla fermata l’altro giorno, mi sono visto attorno mentre attendevo e non poco quel bus e riflettevo su come ormai scenari ed aspirazioni sembrano irrimediabilmente persi. C’è chi lo chiama gap generazionale, chi con molta più crudezza l’ha definita la generazione perduta, chi ormai non rimette alcune speranze sui “bamboccioni” o chi forte della gerontocrazia ( vecchi al comando) non se ne frega minimamente delle condizioni disperate di disoccupazione e la precarietà di chi gli sta “pagando” la pensione. Le “giovani” generazioni compreso la mia è ormai senza speranza. Tutta la classe dirigente italiana è organizzata in un sistema di compatte oligarchie di anziani che per conservare e accrescere i propri privilegi sono decisi a sbarrare l’ingresso a chiunque. A cominciare dal capitalismo industriale-finanziario il quale, almeno in teoria, dovrebbe essere il settore più dinamico e innovativo della società, ma dove invece i Consigli d’amministrazione assomigliano quasi sempre a un club esclusivo di maschi anziani. Anche il sistema politico e i partiti non scherzano. I leader più importanti non solo stanno in politica da almeno tre o quattro decenni, ma in media è da almeno 20-25 anni che occupano posizioni di vertice. La muraglia invalicabile dietro la quale prospera la gerontocrazia italiana che non vuole competizione e merito. In Italia il sapere e il saper fare contano pochissimo. Moltissimo invece contano le amicizie, il tessuto di relazioni, l’onnipresente famiglia, e soprattutto l’assicurazione implicita di non dar fastidio, di aspettare il proprio turno, di rispettare gli equilibri consolidati: vale a dire ciò che fanno o decidono i vecchi. E’ questa la fotografia anche del nostro territorio che peggio degli altri nei momenti d’oro non è riuscito neppure a decidere per avviare uno sviluppo sostenibile dopo le prime avvisaglie della crisi industriali . Certi di sopravvivere a se stessi questi amministratori non solo hanno speso male e arraffato i fondi ma restano al comando seppure in altre forme e senza vergogna, pretendendo anche un riconoscimento di una società priva da tempo di punti di riferimento. I traffici delle merci evocati dagli antichi scritti sono stato sostituiti ai traffici di ben altra natura che influenzano non poco la nostra vita. Nelle conversazioni di quelle generazioni, figli di chi si era fatto un mutuo per acquistare la casa, vedo solo rassegnazione o la considerazione che forse un futuro è possibile solo oltre. Difficile immaginare di fermare il declino ma utile non perdere le speranze per un territorio che avrebbe bisogno di guardare a quel che resta dei fondamentali e di rimettersi realmente in discussione, evitando di alimentare guerre fratricide ed avviando percorsi se non altro di condivisione e di uno sguardo oltre la realtà percepita spesso coltre imperscrutabile che non riesce a far guardare oltre la siepe delle indifferenze.

E ‘possibile applicare la cedolare secca per i contratti di affitto per abitazioni usate anche come b&b non professionali?

E’ possibile applicare la cedolare secca per appartamenti affittati a privati che lo utilizzano in parte per svolgere un’attività di bed and breakfast? Mi ritrovo spesso di fronte a proprietari che mi chiedono informazioni in merito e che cercano di farsi i conti per non incorrere in super tassazioni ulteriori. Il Fisco chiarisce quali sono le possibilità per applicare la tassazione forfettaria e quando invece non è possibile. Il fenomeno delle locazioni brevi sta riscuotendo sempre più interesse tra i privati, poiché consente di contemperare una pluralità di esigenze. In primo luogo, in un momento di difficoltà economica generale, in cui non è semplice assumere impegni gravosi a lunga durata, molte persone alla ricerca di una sistemazione preferiscono soluzioni transitorie. Anche per i locatori si tratta di una opportunità che presenta diversi vantaggi. Si pensi ad esempio al problema della solvibilità degli inquilini. È evidente, infatti, che un affitto di breve durata non comporta grossi rischi sotto il profilo della effettiva esigibilità dei canoni di locazione. Se poi si tratta di un mese o di alcuni giorni, il rischio è nullo, poiché l’intero canone è riscosso in anticipo. Inoltre, un immobile sfitto è soggetto a una pluralità di tributi, sia reddituali che patrimoniali, al punto che l’attesa di una locazione “solvibile” a lunga durata potrebbe risultare molto costosa per il proprietario. Senza dimenticare che in alcuni casi la locazione temporanea di stanze della propria abitazione oppure il bed & breakfast nella casa di residenza possono rappresentare una fonte di proventi significativa per arrotondare uno stipendio o una pensione.
Da qui, il numero crescente di domande dei lettori in ordine agli aspetti fiscali di tali situazioni. La prima domanda riguarda appunto la qualificazione del reddito ritratto dagli affitti di breve durata. Le regole del Tuir (Dpr 917/1986) qualificano come reddito fondiario i proventi ricavati dallo sfruttamento, totale o parziale, del bene immobile. Questo significa che appartengono a tale tipologia reddituale sia le locazioni di immobili sia l’affitto di singole stanze di un appartamento. I redditi fondiari sono imputati sempre al proprietario, ovvero al soggetto che vanta un diritto reale di godimento sull’immobile. Ne consegue che anche se il contratto di locazione fosse sottoscritto da un soggetto diverso dal titolare dell’immobile (ad esempio, dal figlio del proprietario, comodatario del bene), il relativo reddito dovrebbe in ogni caso essere dichiarato da quest’ultimo. I redditi fondiari, inoltre, sono tassati con il criterio della competenza, e non con quello di cassa. Ciò comporta che il titolare dell’immobile deve dichiarare l’intero reddito contrattualmente pattuito, a prescindere dall’effettivo incasso dello stesso. Si tratta di un ulteriore elemento a favore delle locazioni brevi: in caso di ritardi nei pagamenti, il locatore non può esimersi dal pagare le imposte sui redditi sui canoni maturati. In alternativa al regime ordinario Irpef, il locatore può scegliere di applicare la cedolare secca sugli affitti. È una imposta che sostituisce non solo l’Irpef, ma anche le addizionali comunali e regionali all’Irpef nonché l’imposta di registro e di bollo sui contratti di locazione. La cedolare è ammessa solo se il proprietario è una persona fisica che non agisce nell’esercizio d’impresa o di una professione. Inoltre, la legittimazione all’opzione spetta unicamente al proprietariolocatore dell’immobile. Ne deriva che, in caso di locatore diverso dal titolare del bene, la cedolare non è applicabile. Occorre inoltre che si tratti di una locazione abitativa e che l’immobile abbia una destinazione catastale abitativa. L’aliquota della cedolare, per le locazioni brevi, è pari al 21 per cento. L’imposta dev’essere applicata all’intero importo contrattuale del canone, senza abbattimento alcuno. La scelta per il regime agevolato si effettua di regola in sede di registrazione del contratto. A questo riguardo, si segnala che, in caso di locazioni aventi durata non superiore a trenta giorni, non vi è obbligo di registrazione. In ogni caso, se il proprietario decide di sottoporre comunque a registrazione il contratto, in tale occasione egli dovrà inviare in via telematica il modello Rli all’agenzia delle Entrate, comunicando l’opzione per la cedolare. Se invece non si procede legittimamente alla registrazione, la scelta si effettua in occasione della compilazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno in cui i canoni di locazione sono maturati. Trattandosi di affitto di breve durata, non vi è diritto agli aggiornamenti del canone e, dunque, l’opzione per la cedolare non dev’essere comunicata all’inquilino. L’agenzia delle Entrate, con la circolare 26/E del 2011, ha precisato che la cedolare è ammessa anche in presenza di locazioni di stanze dell’abitazione.Ai fini dei tributi locali, vanno esaminate distintamente la disciplina dell’Imu, della Tasi e della Tari. L’Imu colpisce unicamente i proprietari degli immobili e mai gli utilizzatori degli stessi. In proposito, va peraltro segnalato che, in caso di locazione di singole stanze della casa in cui il locatore risiede, l’immobile non perde la qualifica di abitazione principale. Questo perché tale nozione dipende unicamente dal fatto che il proprietario risieda e dimori nell’immobile. Ne consegue che l’abitazione principale parzialmente affittata resta esente da Imu. Ai fini della Tasi, rilevano invece, in linea di principio, tanto i possessori che gli utilizzatori. In particolare, ai possessori è addebitata una quota d’imposta compresa tra il 90% e il 70% del tributo complessivo, a seconda della delibera comunale, mentre agli utilizzatori spetta il pagamento della quota restante. Tuttavia, per quanto riguarda le locazioni brevi, va ricordata la regola secondo cui, in caso di utilizzi non superiori a sei mesi, l’unico soggetto passivo è il proprietario. Ne consegue che, in tali casi, il titolare dell’immobile sarà tenuto al pagamento del 100% dell’imposta. La medesima regola vale per la Tari, l’attuale prelievo sui rifiuti.
Ecco l’esempio tipo

– il soggetto locatario prende in locazione un immobile per destinarlo ad abitazione: generalmente in tutti i contratti di locazione c’è il c.d. vincolo di destinazione (uso ufficio, uso abitazione) e di non destinare altrimenti l’immobile, neanche una porzione, nè di sub-locarlo o concederlo in comodato;
– il soggetto locatario decide poi di iniziare un attività di affittacamere non professionale , senza dire niente al locatore, che applica la c.d. (cedolare secca), clausola inserita nel contratto se stipulato dopo il 2011 o meglio dopo la data di entrata in vigore della norma. Se poi il contratto è stato stipulato prima del 2011 il proprietario, come stabilito dalla legge stessa, ha la facoltà di comunicare a mezzo raccomandata di voler applicare la “cedolare secca” dato che sa che l’immobile è destinato esclusivamente ad abitazione e e l’inquilino non gli ha comunicato niente, cioè del fatto che nell’abitazione sta gestendo un attività di Bed and Breakfast affittacamere non professionale;
– A questo punto cosa succede :
– l’Agenzia delle Entrate, dopo verifica, rileva che il locatore, in buona fede, non può applicare la cedolare secca perchè l’immobile viene utilizzato in modo promiscuo, quindi procede alla rettifica delle dichiarazioni dei redditi del locatore con il conseguente recupero di :
a) imposta registro non versata ;
b) differenza tra quanto versato per Cedolare secca e quanto invece doveva IRPEF,ADD.REGIONALE, ED ADD.COMUNALE non versate, oltre a sanzioni ed interessi;
Conclusioni :
– il locatore può rivalersi verso il locatario per grave danno con la possibilità anche di annullare il contratto per inadempienza contrattuale
Da tutto quanto si deduce per logica consequenziale che in caso che uno decida di svolgere attività di Bed and Breakfast in un immobile in locazione deve gioco forza avvisare il proprietario di questa evenienza inserendo questo come clausola contrattuale conseguentemente il locatore non potrà in ogni caso chiedere ne applicare la cedolare secca.

Ago&filo- La politica come affermazione del se e i ring familistici del Sud

Il mio editoriale di oggi – L’affermazione di sè, quando la politica diventa sopravvivenza ed affare di famiglia, derogando da sviluppo condiviso.
Che si fa per campare, quando la politica locale diventa pane quotidiano ed alimenta il ring familistico. Mettere in discussione se stessi non è facile, ancora più difficile osservare i propri comportamenti e gli effetti generati sugli altri, ecco perché molto spesso si vive in superficie probabilmente per non affrontare questioni personali irrisolte. Se il percorso individuale di crescita e convivenza civile è complicato, può generare effetti devastanti quando si ha un incarico di responsabilità o delega politica. Non sono uno psicoterapeuta ma faccio affidamento sulle esperienze umane sinora vissute. Il nostro Meridione non è un territorio facile, fin da piccoli siamo costretti a subire compromessi di vario genere pur di riuscire ad affermare la nostra personalità e trovare spiragli di spazio in una società chiusa ed assai complicata. Ecco perché molto spesso ci si affida a credenze e feticci pur di giustificare la grama esistenza o si usa la strada della politica per cercare un minimo di affermazione personale, incorrendo tuttavia in rischi dannosi come una supervalutazione del proprio ego e una non chiara interpretazione di ruoli e competenze. Credo che quest’ultima sia purtroppo una costante che si alimenta senza soluzione di continuità con soggetti di vario genere che in forza di un consenso indotto o estorto, tentano di appagare esigenze personalistiche e aspirazioni anche di piccolo cabotaggio. La politica, ci hanno insegnato a scuola è servizio,certo amministrare un ente non è facile tuttavia arriva sempre il momento in cui è necessario fare bilanci su quanto realmente effettuato per il bene della collettività o almeno questo succede quando vi sono livelli di civiltà condivisi. Sono molti i comuni che hanno dovuto derogare da uno sviluppo diretto, subendo invece la miopia e l’incapacità di personalità desiderose solo di affermare se stessi. Nulla di nuovo sotto il sole mi direte, da sempre i poteri forti, a prescindere dalle competenze, decidono le sorti, ma è paradossale che nulla sembra essere cambiato nel tempo. Il popolo meridionale dalle tante virtù ma dai numerosi difetti, è sempre stato ambiguo in politica, incapace di scelte radicali e molto spesso succube di sistemi articolati e in alcuni casi imperscrutabili a testimmoniarlo secoli di sudditanza e inefficacia. Le vicende di questi ultimi mesi dimostrano, aldilà dei casi giudiziari, che la strada è ancora tutta in salita per una reale consapevolezza e una volontà condivisa di crescita collettiva e poiché a mio parere chi è eletto è in larga parte dimostrazione di chi lo vota, forse probabilmente ci meritiamo una classe politica inconcludente, arraffona e incapace di autentici slanci con una visione che non sia quella del proprio ristretto ring familistico.

Festa di San Gennaro, tutto esaurito nei B&B e dimore di Napoli, lo rivela l’Abbac che ora chiede sforzo per accoglienza e sicurezza

Strutture ricettive piene per San Gennaro, e Napoli sempre più città appeal di turisti e viaggiatori, previsioni rosee anche per ottobre, chiesto uno sforzo a istituzioni per garantire migliori standards di accoglienza e sicurezza in città.
Festa di San Gennaro, è tutto esaurito nei bed and breakfast, case vacanze ed affittacamere di Napoli. “E’ ormai difficile trovare un posto letto per questo fine settimana che si prolungherà fino a lunedì per la festa di San Gennaro, diventata un vero e proprio evento attrattivo per turisti e viaggiatori provenienti anche dall’estero – cosi dichiara Agostino Ingenito – presidente Abbac, l’associazione che riunisce le strutture ricettive extralberghiere della Campania. “Abbiamo ricevuto sollecitazioni a trovare posti letto ma tutte le nostre strutture sono al completo – continua Ingenito – Pare che ormai la festa di San Gennaro sia diventato un fenomeno cult a cui difficile sottrarsi. Ma dalla sede di Via Toledo, l’associazione regionale conferma trend molto positivi anche per il mese di ottobre. “La città è ormai una meta turistica molto ricercata, il lavoro svolto in questi ultimi anni e il fascino culturale ed artistico, oltre a congiunture favorevoli, stanno offrendo ottimi riscontri ai nostri operatori – conferma Agostino Ingenito, che riveste anche la carica di presidente nazionale della categoria con l’Aigo Confesercenti – Puntiamo sempre più ad una qualificazione dell’offerta ricettiva, stiamo formando gli operatori che sempre più intendono aprire le loro case agli ospiti ed al contempo sollecitiamo l’Amministrazione comunale a condividere una battaglia nei confronti delle attività abusive. Già nelle prossime settimane partiranno ulteriori corsi di formazione ed eventi per coinvolgere gli operatori turistici e le associazioni cittadine per dare ulteriore impulso per l’ospitalità e i servizi e decoro della città. “Il turismo è sempre più la chiave di volta economica di Napoli e del suo hinterland- conclude Ingenito – Ecco perchè è inderogabile un’azione condivisa tra le istituzioni e i privati per garantire standars qualitativi e sicurezza”

Iva sulle commissioni da pagare ai portali di prenotazione online, lo stop proposto da Abbac Aigo

L’Agenzia delle Entrate si è pronunciata in merito ad una recente segnalazione relativa ad un’anomalia che avviene per le strutture ricettive gestite in forma non professionale in relazione al pagamento Iva sulle commissioni pagate ai portali di prenotazioni. L’Agenzia delle Entrate ritiene sempre dovuta l’Iva su tali commissioni. Tale opzione non ci soddisfa e abbiamo chiesto al nostro Ufficio Legislativo ulteriori chiarimenti.Infatti detti portali emettono fatture senza IVA italiana, applicando il meccanismo del cosiddetto “reverse charge” anche nei casi in cui la struttura ricettiva è priva di partita IVA. La conseguenza per l’Agenzia delle Entrate è l’evasione totale dell’imposta, che non viene pagata né dal portale né dalla struttura. Secondo l’Agenzia, se la struttura ricettiva ha la partita IVA, essa si dovrà fare carico del versamento in regime di inversione contabile. Se la struttura non ha partita IVA, dovrà essere invece il portale ad identificarsi in Italia e ad emettere fattura con IVA italiana.“Il pronunciamento è importante perché sancisce parità di condizioni tra soggetti che operano nello stesso mercato e avvia riflessioni sulla cosidetta sharing economy ma appare evidente che vi è una stortura che va chiarita ulteriormente. Ecco perchè abbiamo inteso coinvolgere il nostro ufficio legislativo al fine di produrre un interpello all’Agenzia delle Entrate e chiarire bene chi fa cosa e perchhè. Costa infatti caro alla struttura ricettiva che è svolta in formula non professionale. Secondo l’Agenzia delle Entrate la dimensione del mancato gettito, che dovrà costituire oggetto di specifici accertamenti, potrebbe assumere dimensioni colossali. Basti pensare che nella giornata di oggi il più noto di tali portali pubblica 112.264 strutture ricettive italiane, di cui 40.047 appartamenti”.
Al versamento dell’imposta si associano cospicue sanzioni, che possono variare tra il 90% ed il 180% dell’imposta stessa. Vi terremo informati sul nostro interpello per offrire ulteriori e più dettagliate informazioni ed evitare strumentalizzazioni in atto da parte di sedicenti consulenti. Il nostro sportello associativo resta a disposizione anche per informazioni sulla modalità di associazione, la quota assicurativa per gli ospiti e le strutture, le convenzioni e i servizi offerti per gli operatori. E’ possibile contattare la nostra segreteria al seguente recapito 0815635192 info@abbac.it

Finanziamenti per ristoranti, strutture ricettive e turistiche ed altre attività del Sud, il bando apre il 16 settembre. Ecco chi può fare l’istanza e le Regioni e Comuni coinvolti

http://www.agostinoingenito.it/wp-content/uploads/2013/08/cover-agostino-ingenito.jpg Incentivi economici per il sostegno alle micro, piccole e medie imprese dell’industria culturale, turistica, creativa, dello spettacolo e manifatturiero tipico locale. Fondo perduto invece per le associazioni onlus che si occupano di cultura e turismo. La nostra associazione di categoria Abbac Aigo Confesercenti https://www.facebook.com/ABBAC.ufficiale/?fref=ts ha attivato uno sportello con esperti competenti per ottenere consulenze e redigere i progetti necessari per candidarsi ad ottenere il finanziamento. Vi sono sportelli collegati anche nelle altre regioni. Se vi sono questi requisiti basiliari indicati di seguito è possibile ottenere informazioni inviando un’email a info@abbac.it oppure telefonare per un appuntamento allo 0815635192 . Il bando è rivolto a società costituite da non meno di 36 mesi anche in forma di cooperativa. Le attività ammesse al finanziamento sono la fruizione culturale e turistica oltre alla valorizzazione delle produzioni tipiche dei territori di riferimento degli attrattori individuati dal Ministero e che si trovano nelle Regioni Basilicata, Campania, Calabria, Sicilia e Puglia. Non solo promozione ma anche valorizzazione delle produzioni tipiche locali dunque e con programmi di investimento non superiori ai 500mila euro. Si può finanziare l’acquisto di macchinari, impianti ed attrezzature, programmi informatici e brevetti, licenze, marchi e certificazioni. Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda ed entro 12 mesi dalla data di stipula del finanziamento. Sono inoltre finanziate spese di gestione come la formazione di personale qualificato, servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione oltre a consulenze specifiche. Le agevolazioni previste sono le seguenti: finanziamento agevolato a tasso zero, e senza garanzie, fino al 60% della spesa ammessa con restituzione in otto anni, elevabile al 65% in caso di imprese a maggioranza femminile, giovanile, o con rating di legalità. Le imprese beneficiarie dovranno apportare risorse proprie pari alla parte della spesa ammissibile non coperta dal finanziamento. Vi indico di seguito gli attrattori culturali coinvolti per ogni Regione e i Comuni di riferimento. Andiamo con ordine. In Basilicata i Comuni coinvolti sono Matera, Policoro, Rotondella, Scanzano Jonico, Tursi,Bernalda, Montescaglioso, Pisticci (comuni contigui appartenenti ad altre regioni: Ginosa (TA)Melfi, Rapolla, Rionero in Vulture, Lavello, Comuni contigui appartenenti ad altre regioni: Aquilonia (AV), Ascoli Satriano (FG), Candela (FG), Lacedonia (AV), Monteverde (AV), Rocchetta Sant’Antonio (FG)Grumento Nova, Marsicovetere, Moliterno, Montemurro, Sarconi, Spinoso, Tramutola, Viggiano,Venosa, Barile, Ginestra, Lavello, Maschito, Montemilone, Palazzo San Gervasio, Rapolla, (comuni contigui appartenenti ad altre regioni: Spinazzola (BT)Avigliano, Atella, Bella, Filiano, Forenza, Pietragalla, Potenza, Ruoti. In Campania Napoli, Pozzuoli, Bacoli, Giugliano in Campania, Napoli, Quarto, Caserta, San Tammaro, Capua, Casal di Principe, Casaluce, Frignano, Santa Maria Capua Vetere, Santa Maria la Fossa, Villa di
Briano, Ascea, Casal Velino, Castelnuovo Cilento, Ceraso, Pisciotta, San Mauro La Bruna, Padula, Buonabitacolo, Montesano sulla Marcellana, Sala Consilina, Sassano, (comuni contigui appartenenti ad altre regioni: Marsico Nuovo (PZ), Paterno (PZ), Tramutola (PZ) Capaccio, Cicerale, Giungano, Roccadaspide, Trentinara;Eboli; Albanella; Agropoli. E poi Pompei, Boscotrecase, Massa di Somma, Ottaviano, Pollena Trocchia, Portici, San Giorgio a Cremano, SanSebastiano al Vesuvio, Sant’Anastasia, Somma Vesuviana, Torre del Greco, Trecase, Ercolano, Boscoreale, Castellammare di Stabia, Sant’Antonio Abate, Santa Maria la Carità, Scafati (SA),Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Gragnano, Pimonte, Pompei, Santa Maria la Carità, Torre Annunziata, Vico Equense, Bacoli, Monte di Procida, Pozzuoli. Per la Calabria. Borgia, Caraffa di Catanzaro, Catanzaro, Girifalco, San Floro, Squillace, Cassano allo Ionio, Castrovillari, Cerchiara di Calabria, Civita, Corigliano Calabro, Francavilla Marittima, Frascineto, Spezzano Albanese, Villapiana, Antonimina, Gerace, Portigliola, Siderno,Monasterace, Guardavalle, Stilo, Reggio Calabria, Crotone, Bivongi, Brognaturo (VV), Camini, Guardavalle (CZ),Monasterace, Mongiana (VV), Nardodipace (VV), Pazzano,Serra San Bruno (VV), Spadola (VV), Stignano, Cosenza, Gerace, Agnana Calabra, Antonimina, Canolo, Cittanova,Locri, Siderno. Per la Puglia Bari, Trani, Andria, Barletta, Bisceglie, Corato (BA), Fasano, Monopoli (BA), Alberobello (BA), Locorotondo
(BA), Cisternino, Ostuni, Manfredonia, Carapelle, Cerignola, Foggia, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis,Locorotondo, Lecce, Taranto, Manduria, Avetrana, Maruggio, Erchie (BR), Francavilla Fontana (BR), Oria (BR), Porto Cesareo (LE), Sava.Andria, Barletta, Canosa di Puglia, Corato (BA), Minervino Murge, Ruvo di Puglia (BA), Spinazzola, Trani, Manfredonia, Carapelle, Cerignola, Foggia, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis,Zapponeta, Copertino, Arnesano, Carmiano, Galatina, Lequile, Leverano, Monteroni di Lecce, Nardò, San Pietro in Lama, Brindisi, Leporano, Pulsano, Taranto. Per la Sicilia Cattolica Eraclea, Montallegro, Cianciana, Ribera, Sant’Angelo Muxaro,Agrigento, Catania, Caltagirone, San Michele di Ganzaria, Grammichele, Niscemi, Mirabella in
Baccari, Mazzarone, Mineo, Licodia Eubea, Acate, Aidone, Piazza Armerina, Raddusa, Enna, Ramacca, Giardini Naxos, Calatabiano, Taormina, Castelmola, Letojanni, Gaggi, Calatabiano, Castiglione di Sicilia, Francavilla, Motta Camastra, Malvagna, Fondachelli Fantina, Antillo, Tripi,
Novara di Sicilia,Lipari, Santa Marina Salina, Leni, Malfa,Palermo, Ragusa, Modica, Pozzallo, Giarratana, Noto, Buscemi, Ispica, Pachino, Rosolini, Augusta, Melilli, Carlentini, Siracusa, Palazzolo Acreide, Floridia, Calatafimi-Segesta, Vita, Castellammare del Golfo, Buseto Palizzolo, Favignana, Erice, Trapani, Paceco, Gela, Butera, Niscemi, Mazzarino, Ragusa.La nostra associazione di categoria Abbac https://www.facebook.com/ABBAC.ufficiale/?fref=ts ha attivato uno sportello con esperti competenti per ottenere consulenze e redigere i progetti necessari per candidarsi ad ottenere il finanziamento. Vi sono sportelli collegati anche nelle altre regioni. Se vi sono questi requisiti basiliari indicati di seguito è possibile ottenere informazioni inviando un’email a info@abbac.it oppure telefonare per un appuntamento allo 0815635192 . Il bando è rivolto a società costituite da non meno di 36 mesi anche in forma di cooperativa. Le attività ammesse al finanziamento sono la fruizione culturale e turistica oltre alla valorizzazione delle produzioni tipiche dei territori di riferimento degli attrattori individuati dal Ministero

Abbonamenti gratuiti per studenti in Campania, ecco come fare

Abbonamenti studenti gratuiti. La Regione Campania ha stanziato 15,6 milioni per l’erogazione di abbonamenti gratuiti per il percorso casa/scuola, per gli Studenti Campani. Per il rilascio dell’abbonamento, gli utenti dovranno registrarsi sul sito del Consorzio Unico Campania: www.unicocampania.it nella sezione dedicata, dove sarà possibile compilare e stampare il modulo di richiesta.Per i minorenni, la registrazione dovrà essere effettuata da un genitore o da un tutore. In allegato l’elenco dei requisiti e documenti necessari. Link www.unicocampania.it

Case vacanze abusive a Venezia e nelle città d’arte, Ingenito (Aigo Confesercenti) chiede immediata convocazione di un tavolo con Ministro e portali di prenotazioni online

Venezia / L’Aigo Confesercenti esprime apprezzamento per il lavoro svolto dalla Guardia di Finanza e dei Vigili Urbani di Venezia che in un blitz, hanno scoperto un’intera palazzina di pregio, con tanto di maggiordomo e sauna, affittata illegalmente al costo di 25 mila euro alla settimana. Secondo quanto riporta la nota la palazzina, ubicata nel centro storico della città, era pubblicizzata su diversi siti internet: prezzo variabile tra 13.000 e 25.000 euro a settimana e dedicata soprattutto a una clientela straniera, interessata a servizi aggiuntivi di lusso quali vasca idromassaggio, bagno turco, terrazza panoramica e attracco privato per l’ingresso diretto dal canale. Ma anche un maggiordomo che, senza saperlo, ha aperto la porta a finanzieri e vigili che hanno trovato nelle sale il personale di servizio in livrea, tutti assunti irregolarmente. Peccato che l’attività di locazione fosse completamente sconosciuta al fisco.”Il controllo intrapreso è frutto anche di una costante sollecitazione dei nostri operatori ricettivi autorizzati che da tempo denunciano la grave distorsione del sistema ricettivo che si sviluppa a Venezia e su tutto il territorio nazionale, soprattutto nelle maggiori località turistiche e città d’arte. E’ quanto dichiara il Presidente nazionale Aigo Confesercenti Agostino Ingenito – Individui senza scrupoli indotti da un sistema che alimenta tali azioni, come per la semplice possibilità di essere in rete sui portali di prenotazione online che non chiedono certificazioni ed autorizzazioni”. Secondo il Presidente nazionale Ingenito è ormai inderogabile la convocazione di un tavolo di confronto con i rappresentanti dei portali internet, il Ministero del Turismo e gli organi di controllo. “Ne va pure della sicurezza nazionale, in quelle strutture affittate a nero e senza registrazione degli alloggiati alle forze di polizia vi potrebbero essere persone di ogni genere, inoltre tale scorretta forma ricettiva danneggia gli operatori onesti e determina una stortura del sistema di ospitalità già oberato da diverse anomalie, come la molteplicità e varietà di leggi regionali del settore, mancati controlli qualitativi, una concorrenza sleale e oneri notevoli compreso la tassazione sul reddito integrativo se attività non professionale e di alti costi di gestione per microimprese familiari, spesso unico riferimento di ospitalità in molti territori italiani”. Queste alcune riflessioni di Ingenito che esorta il Ministro Franceschini a convocare un tavolo di confronto anche in vista della possibile riavocazione della delega concorrente al turismo con le Regioni e all’approvazione del testo unico del turismo. “Continueremo a vigilare e a segnalare come già fatto per Roma e le altre città d’arte- conclude Agostino Ingenito – Il sistema extralberghiero è ormai il primo settore di ospitalità in Italia, e crea economie territoriali diffuse in grado di generare nuovi sviluppi anche per aree interne e non tradizionalmente turistiche, riutilizzando immobili esistenti e garantendo lavoro a molti giovani. Un settore che va valorizzato e sostenuto in linea con le tendenze di viaggiatori italiani e stranieri che richiedono tali forme ricettive ma anche qualità e identità territoriale. E’ fondamentale – conclude Ingenito – che gli operatori internazionali di prenotazione online condividano un percorso condiviso a tutela dei consumatori e del turismo italiano e si faccia chiarezza anche sulle norme urbanistiche che creano diversi paradossi, spesso impedendo l’avvio di queste attività in centri storici abbandonati non consentendo di valorizzare e promuovere i territori”.